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Tag: prevenzione
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Ciò che le persone con HIV devono sapere su HIV e COVID-19: le raccomandazioni di UNAIDS
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Di fronte alla Pandemia di COVID-19, UNAIDS non ha mancato di esprimere preoccupazione per l’impatto che l’infezione potrà avere sulle popolazioni e sulle persone più vulnerabili ed esposte a stigma e discriminazioni e, tra queste, anche le persone con HIV, soprattutto nei paesi con sistemi sanitari più deboli. Di qui, ancora una volta, l’appello ai paesi membri ad agire nel pieno rispetto dei diritti umani e coinvolgendo le comunità.

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Documento EACS-BHIVA sui rischi del Covid 19 per le persone che vivono con l’HIV (PLWHIV)
(notizie)
EACS (European AIDS Clinical Society) e BHIVA (British HIV Association) rendono note in questo documento, pubblicato lo scorso 30 aprile,  le prime osservazioni sui casi di pazienti affetti da HIV e COVID-19.  La premessa è che, finora, non ci sono evidenze su un più alto tasso di infezione da COVID-19 o di un diverso decorso della malattia nelle persone con HIV rispetto alla popolazione generale.

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Lila Cagliari organizza webinar del progetto EducAids nella scuola
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La prevenzione dell’HIV non si ferma neanche ai tempi del Covid-19: Lila Cagliari ha trasformato il progetto EducAids rivolto alle scuole in un’edizione online aperta a tutti gli istituti superiori. 

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HIV e COVID-19: tutti gli aggiornamenti
(notizie)

Delle possibili correlazioni tra HIV e COVID-19, dopo le ONG, si stanno, via via, interessando tutte le principali agenzie internazionali e i servizi sanitari dei singoli paesi. Le indicazioni non sono molte al momento, visto che il Coronavirus denominato SARS-CoV-2, quello cioè che provoca la malattia COVID-19, è nuovo e, dunque, poco conosciuto. Mancano, per gli stessi motivi, una letteratura scientifica e degli studi in grado di descriverne l’evoluzione presso le comunità umane o presso specifici gruppi di popolazione. Tuttavia, delle indicazioni sono state elaborate ed è importante conoscerle.

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ICAR 2018: le tre relazioni della LILA
(notizie)

Nel corso dei lavori di ICAR 2018 La LILA ha presentato tre relazioni. Di seguito ne riportiamo una breve sintesi.

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HIV: il caso di Ancona e l’eterno ritorno (mediatico) degli “untori”.
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La vicenda dell’uomo di Ancona che avrebbe consapevolmente trasmesso il virus alla compagna e ad altre decine di persone ripropone, ancora una volta, il tema del linguaggio e dei messaggi utilizzati da alcuni organi di stampa nella trattazione di storie che coinvolgono persone con HIV.

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HIV, dirlo o non dirlo? Dentista, patente, viaggi: fai un check ai tuoi diritti
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Le persone con HIV sono tra le più attente alla propria salute, quelle con la più assidua frequentazione di medici e strutture sanitarie (grazie anche al buon livello dei reparti d’infettivologia) e, spesso, le più informate su come prevenire altre patologie da quelle cardiovascolari a quelle osteo-muscolari, alle IST (infezioni sessualmente trasmissibili). Grazie alla TasP (Treatment as Prevention) sono inoltre, al momento, anche quelle meno a rischio di trasmettere l’infezione: infatti, una persona in cura, con carica virale stabilmente non rilevabile, non è infettiva e il livello di successo terapeutico tra le persone in trattamento, supera ormai in Italia l’80%.

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Droghe, ripartiamo da 7 : le priorità del Cartello di Genova per le legislative del 4 marzo
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Il tema droghe è tra i grandi assenti di questa campagna elettorale e nei programmi di partiti e movimenti non compare che in modo marginale. Per questo le associazioni e le organizzazioni che si riconoscono nel Cartello di Genova, lo scorso 16 febbraio, in una conferenza stampa svoltasi al Senato, hanno presentato una piattaforma in 7 punti da sottoporre a candidati/e alle prossime elezioni e alle rispettive formazioni politiche chiedendo un impegno pieno e concreto su questi temi.

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Dall’UNESCO una nuova guida per il diritto all’educazione sessuale dei più giovani
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L’educazione sessuale dei più giovani è presupposto imprescindibile per la realizzazione di un pieno rispetto dei diritti umani, per l’uguaglianza di genere, per promuovere la salute, il benessere, la realizzazione di sé, per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi Onu per uno sviluppo sostenibile. Lo sostiene l’UNESCO nella presentazione di un nuova guida, completa e aggiornata, basata sulle evidenze scientifiche, dedicata all’educazione sessuale o CSE (comprehensive sexuality education).

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Un anno intenso volge al termine, le urgenze dei prossimi mesi
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Cari amici e care amiche, con il primo dicembre alle spalle, e dopo un anno intenso, caratterizzato dalle tante iniziative con cui abbiamo voluto ricordare il trentennale della LILA, crediamo sia giusto tracciare un quadro delle urgenze che dovremo tornare ad affrontare dai prossimi mesi. La prima, quella che ricomprende quasi tutte le altre, riguarda il rispetto, da parte dell’Italia, dei parametri richiesti dall’ONU per essere in linea con l’obiettivo della sconfitta dell’AIDS entro il 2030. Già entro il 2020, dunque entro soli tre anni, il nostro paese dovrebbe centrare il target “90-90-90” e conseguire un rilevante abbattimento delle nuove infezioni. Ebbene, senza un radicale cambio di passo, credo che difficilmente si riuscirà a centrare quest’obiettivo, non senza conseguenze per il diritto alla salute di tutti e tutte. 

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Lo stato dell’HIV/AIDS in Italia: dati, diritti, persone, politiche di salute pubblica per sconfiggere l’HIV/AIDS entro il 2030
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In occasione del World AIDS Day e delle iniziative per il trentennale dell’associazione, lo scorso 28 novembre, LILA Onlus ha presentato a Roma “LILAReport 2017”, un rapporto basato sull’analisi dei circa 12mila contatti censiti, in modo assolutamente anonimo, dai nostri servizi di helpline, dai servizi di testing per l’HIV e nel corso delle attività di prevenzione nelle scuole, esemplificate dal progetto EDUCAIDS svolto da LILA Cagliari.

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Lanciata a Parigi la “Community Paris Declaration per i diritti delle Key-population colpite dall’HIV/AIDS"
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Dalla Conferenza IAS2017 arriva la “Community Paris Declaration”, una dichiarazione volta ad affermare i diritti delle KAP, Key Affected Population, popolazioni- chiave colpite dall’HIV/AIDS. Presentato lo scorso 24 luglio a Parigi, il documento è stato redatto, dopo mesi di lavoro, da community di tutto il mondo. Presupposto base, come affermato nel primo punto del testo, è che “L’HIV/AIDS non avrà termine finché le popolazioni- chiave saranno criminalizzate, discriminate, respinte, arrestate, imprigionate e uccise. Occorre dunque battersi, affinché i diritti delle KAP siano attuati e rispettati da tutte le organizzazioni e governi, globali, regionali o nazionali”. La dichiarazione riafferma ancora una volta come nella lotta all’HIV/AIDS gli aspetti medico-scientifici non possano prescindere da una grande battaglia globale per la dignità e il rispetto dei diritti umani di tutti e tutte, per l’equità sociale, per il diritto alla salute, contro ogni discriminazione, in ogni angolo del mondo, in ogni piega nascosta o rimossa delle nostre organizzazioni sociali. 

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Pubblicato da ECDC il report 2016, monitoraggio sull’applicazione della Dublin Declaration.
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ECDC ha divulgato lo scorso febbraio, in occasione  della conferenza HepHIV 2017 svoltasi a Malta, il report 2016 sull’applicazione della Dublin Declaration, un documento che, con cadenza biennale, monitora l’applicazione della stessa Convenzione e fa il punto sui progressi compiuti nel contrasto all’HIV/AIDS  nei  trentuno paesi dell’Unione europea e della SEE (Spazio Economico Europeo).  Il rapporto è articolato in diverse sezioni: uno “Special report” dal titolo “The status of the HIV response in the European Union/European Economic Area, 2016”, contenete una panoramica della situazione generale in Europa, dei temi emergenti e delle risposte in atto, e cinque report tematici: “Continuum of HIV care”, “HIV and treatment”, “HIV testing”, “HIV and migrants”, “HIV and men who have sex with men”. A completare il rapporto, un compendio, un evidence brief,  sulla PrEP: “Pre-exposure prophylaxis for HIV in Europe”.Base importante del documento è l’ampio questionario somministrato lo scorso anno da ECDC sull’applicazione della dichiarazione di Dublino. La struttura del questionario è stata riorganizzata in modo da evidenziare le strategie dei vari paesi su alcuni aspetti centrali del contrasto al virus: prevenzione, test, trattamenti terapeutici, mantenimento in cura, informazioni strategiche.

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Epatite A: in Italia forte incremento dei casi. Vaccino e comportamenti sicuri per difendersi. Sulla prevenzione in ritardo le autorità sanitarie
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Nel corso degli ultimi dieci mesi in Italia si è registrato un aumento significativo dei casi di epatite A (HAV). Il SEIEVA, Sistema Epidemiologico Integrato dell’Epatite Virale Acuta, ha rilevato, nel periodo agosto 2016-marzo 2017, più di 1000 casi, un numero di quasi cinque volte maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’età media delle persone che hanno contratto il virus è di trentacinque anni e l’86% circa dei casi è di sesso maschile. Tra gli uomini la maggioranza dichiara di aver avuto rapporti sessuali con altri uomini (MSM). Tale incremento di infezioni si va manifestando dal febbraio 2016, anche in altri dodici paesi europei con tre diversi cluster d’infezione, come segnalato da ECDC nel Rapid Risk Assessment del 23 febbraio scorso.

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L’omo-bis-transfobia favorisce la diffusione dell’HIV
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Da alcuni anni ormai, sono stati pubblicati studi che collegano l’omofobia e la mancanza di tutele legali nei confronti delle persone LGBT con un più alto rischio di contagio da HIV.

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HIV e MST: prevenzione, sessualità consapevole, promozione dei profilattici, dal Senato un Ddl che coinvolge scuole e università.
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Contrastare il forte incremento delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) tra i più giovani, abbassare il costo dei preservativi, introdurre nelle scuole e nelle università percorsi educativi sull’uso della contraccezione e della prevenzione per una sessualità consapevole: sono gli obiettivi di un disegno di legge appena presentato al Senato e che vede come prima firmataria la senatrice Donella Mattesini della commissione Sanità e capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.

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Importazione di farmaci per uso personale: meno restrizioni grazie ad una circolare del Ministero. La LILA: “rimborsare chi è costretto a comprare all’estero cure essenziali"
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Il ministero della Salute ha ridefinito le regole per l’importazione e l’acquisto di farmaci per uso personale registrati all’estero,  fenomeno esploso in particolare per i trattamenti anti-HCV, allentando alcuni dei vincoli previsti da un decreto ministeriale del 1997 (dM 11/02/97).  Le nuove indicazioni sono contenute in una circolare emanata lo scorso 23 marzo che chiarisce in quali casi si possa configurare “la mancanza di una valida alternativa terapeutica”  e, quindi, derogare al più generale divieto di importare e commercializzare in Italia,  farmaci privi di autorizzazione dell’ AIFA o di altre autorizzazioni comunitarie.

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Arriva il Piano Nazionale di interventi contro HIV e AIDS. La LILA: “Documento innovativo e da attuare subito” ma i nodi sono quelli delle risorse e degli adeguamenti normativi
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L’Italia si è finalmente dotata di un Piano Nazionale di Interventi contro HIV e AIDS. Il documento, valido per il triennio 2017-2019, è stato appena inviato dal ministero della Salute alle Regioni per essere esaminato in sede di Conferenza. Si tratta di un piano innovativo nel merito e nel metodo: i nodi finora irrisolti dell’informazione, della prevenzione innovativa, dell’accesso al test HIV e ai trattamenti, del mantenimento in cura, della TasP, della lotta allo stigma e alle discriminazioni, sono affrontati con chiarezza, in un’ottica scientifica e di attenzione alle priorità di salute pubblica e dei singoli. Gli obiettivi aderiscono a quelli indicati dalle principali agenzie internazionali, UNAIDS, OMS, ECDC, che puntano a debellare l’Aids entro il 2030 attraverso un drastico calo delle nuove infezioni tra adulti e l’attuazione del principio “90-90-90”.

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‘Undetectable Equals Untransmittable’ (U=U) Consensus Statement
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Le evidenze scientifiche ormai sono incontrovertibili: le persone con l’HIV che seguono correttamente una terapia antiretrovirale e che abbiano una carica virale non rilevabile da almeno sei mesi, non trasmettono il virus ai loro partner o alle loro partner.

Si tratta di una novità dirompente per le politiche di prevenzione dell’HIV e per la lotta alla discriminazioni che colpiscono da decenni le persone con HIV ma ancora non conosciuta a sufficienza. A rilanciarla la dichiarazione condivisa “Undetectable=Untransmittable" (U=U #UequalsU) promossa da Prevention Access Campaign con il sostegno dei ricercatori degli studi più importanti effettuati nel mondo su questo tema e sottoscritta da decine di associazioni tra cui la LILA.

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Tossicodipendenze: la relazione 2016 al Parlamento
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Riemersa dai siti parlamentari la relazione “scomparsa” sulle dipendenze 2016. Si tratta dell’annuale report, redatto dal Dipartimento Politiche Antidroga, con cui il governo è tenuto, per legge, entro il 30 giugno di ogni anno, ad informare il Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze nel nostro paese. La relazione, consegnata al Senato solo il 6 dicembre scorso, e di cui solo in questi giorni si è scoperta l’esistenza, giunge dunque, non solo in forte ritardo ma, complice anche la caduta del governo Renzi, senza la consueta presentazione in aula del competente rappresentante del governo. Si è persa così una fondamentale occasione di informazione e confronto, segno di un impegno del tutto insufficiente da parte delle istituzioni in materie di dipendenze. Il documento risente di questa mancata assunzione di responsabilità evidenziando diverse lacune. Nel rapporto si intravedono però anche segnali positivi: dall’adesione agli obiettivi UGASS 2016, al recepimento delle indicazioni dell’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), all’attenzione riservata alle politiche di riduzione del danno, al percorso di partecipazione alla stesura del piano, attivato con associazioni e società civile. Un allegato della stessa relazione riporta così anche contributi predisposti da diverse organizzazioni del privato sociale.Nel complesso la fotografia, pur deficitaria, che emerge del fenomeno tossicodipendenze continua a mostrare risvolti gravi e preoccupanti: ancora troppo alto il numero di persone in carcere con problemi di tossicodipendenza o per reati di lieve entità connessi alle droghe, frutto di azioni repressive che non sembrano intaccare invece il volume d’affari della criminalità. Assolutamente marginali restano le strategie di riduzione del danno nonché gli interventi di prevenzione e diagnosi dell’Hiv e di altre malattie sessualmente trasmissibili.

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