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Porre fine alle disuguaglianze per sconfiggere l’AIDS entro il 2030: messaggio e obiettivi del Meeting ONU ad alto livello sull’AIDS
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Porre fine alle disuguaglianze e rimettersi rapidamente in carreggiata per raggiungere l’obiettivo della sconfitta dell’AIDS entro il 2030: è questa, in sintesi, la parola d’ordine che giunge dal Meeting ONU ad alto livello sull'AIDS, High Level Meeting, svoltosi a New York dall’8 a a 10 giugno 2021. 193 gli Stati membri rappresentati con 14 Presidenti tra i relatori oltre a cinque vicepresidenti e a quattro primi ministri. 

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UNAIDS lancia la strategia Globale 2021-2026. A giugno summit ONU sull’HIV/AIDS
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“End inequalities. End Aids - porre fine alle disuguaglianze, sconfiggere l’AIDS”: questo il titolo della nuova Strategia Globale AIDS 2021-2026, lanciata lo scorso marzo da UNAIDS, risultato di un anno e mezzo di lavoro e dell’apporto di 10mila stakeholders da 160 paesi: rappresentanti governativi, società civile, community, esperti e funzionari di UNAIDS.

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Al via il meeting ONU ad alto livello sull’HIV/AIDS per il prossimo decennio. L'Italia aggiorni il quadro normativo. Nessuna nuova legge senza la società civile.
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La pandemia da COVID-19 ha evidenziato e reso esplosive le debolezze del nostro sistema socio-sanitario dal punto di vista della continuità delle cure, della loro qualità, della prevenzione , dell’accesso alle prestazioni. Le opportunità di rilancio del nostro welfare, offerte dai piani europei post -COVID aprono la possibilità di compiere un salto di qualità nel campo del diritto alla salute, che non può non coinvolgere la società civile e le community di cittadini e cittadine attive da anni in questo campo, a partire da un aggiornamento delle norme e dei piani sanitari.   

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Settimana Europea dei test per HIV ed epatiti - primavera 2021: integrare gli sforzi con la lotta al COVID. La LILA si mobilita
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Dal 14 al 21 maggio 2021 torna la Settimana Europea del Test,la prima dell’anno, nona edizione dell’iniziativa promossa da EuroTEST (prima HIV in Europe). La European Testing Week è una delle più importanti mobilitazioni mondiali di salute pubblica.

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Vaccini e HIV: tutti gli aggiornamenti
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In Europa prosegue la campagna vaccinale contro il SARS – CoV-2, sia pure a ritmi piuttosto lenti, a causa del mancato rispetto delle consegne da parte della case farmaceutiche, dello stop di alcuni giorni imposto alla somministrazione dei vaccini prodotti da AstraZeneca e Johnson & Johnson ma, anche dalle scarse risorse finanziarie e organizzative, a disposizione dei sistemi sanitari. 

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UNAIDS, bilancio amaro: “Falliti gli obiettivi 2020, il COVID può aggravare la situazione”. Lanciati i nuovi target 2025
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La Pandemia da COVID-19 sta facendo deragliare la risposta globale all’HIV e ha aggravato il mancato raggiungimento dei target ONU 2020, necessari a sconfiggere l’AIDS entro la fine del prossimo decennio, obiettivo fissato dall’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile. Lo ha detto chiaramente UNAIDS in occasione del World AIDS Day 2020 invitando i paesi membri ad una rapida correzione di rotta.

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WAD 2020 e COVID. La LILA alle istituzioni: “rischio arretramento nella risposta all'HIV. Nel LILAReport 2020 la bufera che si è abbattuta su assistenza e prevenzione
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Questa giornata mondiale di lotta all’AIDS cade in un momento particolarmente difficile, segnato, in tutto il mondo, dal disastro COVID. Milioni di persone ne sono state, purtroppo, colpite, tante non ce l’hanno fatta, si attendono vaccini e cure efficaci. Intanto la pandemia ha sconvolto i sistemi sanitari di tanti paesi mostrandone lacune e inefficienze, ha acuito il disagio delle persone più fragili e colpito in modo disuguale gruppi sociali e popolazioni aumentando ingiustizie ed esclusione.

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Ciò che le persone con HIV devono sapere su HIV e COVID-19: le raccomandazioni di UNAIDS
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Di fronte alla Pandemia di COVID-19, UNAIDS non ha mancato di esprimere preoccupazione per l’impatto che l’infezione potrà avere sulle popolazioni e sulle persone più vulnerabili ed esposte a stigma e discriminazioni e, tra queste, anche le persone con HIV, soprattutto nei paesi con sistemi sanitari più deboli. Di qui, ancora una volta, l’appello ai paesi membri ad agire nel pieno rispetto dei diritti umani e coinvolgendo le comunità.

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Covid 19 e diritti umani: UNAIDS spiega la lezione dell’HIV
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Al tema "diritti e Coronavirus", UNAIDS ha dedicato il documento “Rights in the time of COVID-19 — Lessons from HIV for an effective, community-led response” – i diritti al tempo del Coronavirus- una lezione dall’HIV per una risposta efficace guidata dalle comunità.

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UNAIDS richiama Davos: la salute non può essere un privilegio per pochi
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In occasione dell’annuale World Economic Forum svoltosi a Davos lo scorso gennaio, UNAIDS ha rivolto un duro richiamo ai governi affinché sia rapidamente colmata la carenza di risorse pubbliche per la salute. Per farlo servono politiche fiscali progressive, scelte che mettano al riparo i diritti delle persone dal crescente impatto del debito nazionale sulla spesa pubblica e una serrata lotta alle discriminazioni.

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WAD 2019: “Communities make the difference”
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UNAIDS ha deciso di dedicare il prossimo primo dicembre, giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, (World AIDS Day) al ruolo cruciale svolto dalle community nella risposta all’AIDS e nella difesa dei diritti delle persone che convivono con il virus. “Communities make the difference” è lo slogan scelto quest’anno dal programma ONU per la lotta all’AIDS.

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Fast Track city: salgono a cinque le città italiane aderenti alla rete globale. La LILA: “Una firma non basta senza  impegni finanziari concreti”
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In occasione dello scorso primo dicembre è salito a cinque il numero delle città italiane che hanno scelto di aderire alla rete delle “Fast-track-city”, una coalizione che raccoglie circa 300 città di tutto il mondo, le cui amministrazioni si impegnano a favorire il raggiungimento degli obiettivi ONU per la sconfitta dell’AIDS entro il 2030.

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Lotta ad HIV, Tb e Malaria: Allarme per il calo complessivo delle risorse. A Lione la conferenza di rifinanziamento del Global FUND.
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A Lione si tiene in questi giorni la sesta conferenza triennale di rifinanziamento del Fondo Globale contro HIV, TB e malaria, l’organismo multilaterale più importante al mondo per il contrasto a queste patologie che colpiscono, globalmente, decine di milioni di persone. Significativo il titolo dell'appuntamento: "Decision Time: Step up or slip back", ossia: "E tempo di decidere: passi in avanti o scivolare indietro".

Per garantire gli standard di cura e assistenza fino ad ora assicurati, il Fondo punta a raccogliere per il prossimo triennio almeno 14 miliardi di dollari da parte dei paesi aderenti e dei donatori privati, con l'obiettivo di salvare sedici milioni di vite, evitare 234 milioni di infezioni e sostenere i sistemi sanitari dei paesi più poveri. Fin dalla sua istituzione, nel 2002, il Global Fund, secondo gli ultimissimi dati 2018, ha contribuito a salvare trentadue milioni di vite e limitare la diffusione di HIV, malaria, e tubercolosi. I paesi che ne hanno beneficiato, quasi tutti a basso o bassissimo reddito, sono oltre cento. Sui ventitre milioni di persone con HIV che, nel 2018, in tutto il mondo, risultavano in cura con Antiretrovirali (ART), ben 19 milioni hanno potuto aver accesso a queste terapie salva-vita grazie all’assistenza del Global FUND. Cinque milioni sono state le persone trattate per la tubercolosi mentre per la prevenzione della malaria sono stati distribuiti 131 milioni di dispositivi anti-zanzare.  

Eppure sull’esito della conferenza le incognite non mancano. Forte è l’allarme per la diminuzione complessiva delle risorse a disposizione nel mondo per il contrasto a queste patologie, un calo che si va registrando da qualche anno. L’allarme arriva in primis da UNAIDS che, nel suo rapporto Global Update 2019, segnala un rallentamento generale dei progressi fin qui compiuti nella lotta all’HIV/AIDS: le nuove infezioni e i decessi per AIDS non calano come dovrebbero mentre l’accesso alle cure non segue l’aumento sperato. Tale rallentamento è da collegare, in gran parte, alla drastica riduzione dei finanziamenti per la lotta all’HIV: quasi un miliardo di dollari USA in meno nel solo 2018 con le risorse disponibili precipitate a 19 miliardi di dollari. La dichiarazione politica ONU del 2016 per la fine dell’AIDS ne stimava necessari almeno 26,2 entro il 2020. E’ la prima volta dall’inizio dell’epidemia che si registra un calo nei finanziamenti, peraltro così consistente, un fattore che mette seriamente a rischio il target ONU “90-90-90” da raggiungere entro la fine del prossimo anno. L’allarme per il calo degli impegni finanziari globali ha pesato anche sulla Conferenza ONU di fine settembre sulla Copertura Sanitaria Universale  e viene rilanciato in queste settimane da ONG e società civile di tutto il mondo. Alla vigilia della Conferenza di Lione, un duro attacco è arrivato anche da Medici Senza Frontiere che, nel rapporto “Burden sharing, not burden shifting” , ossia, "Condividere l’onere, non trasferire l’onere”, segnala come la riduzione dei fondi per HIV, TB e malaria stia già mostrando pesanti effetti nei paesi più poveri, ai quali sempre più si chiede di finanziare con fondi propri la risposta contro HIV e TB, costi che non possono sostenere. Il report di MSF si basa su informazioni provenienti da nove paesi in cui l’organizzazione umanitaria gestisce programmi per l’HIV e la TB: Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Eswatini, Guinea, Kenya, Malawi, Mozambico, Myanmar e Zimbabwe. “Dopo un decennio d’investimenti importanti nella lotta all’HIV e alla Tubercolosi che insieme uccidono ogni anno due milioni di persone –documenta MSF-, i fondi hanno subito per la prima volta gravi tagli che stanno già causando ampi gap nella diagnosi, nella prevenzione e nel trattamento di HIV e TB, provocando l’esaurimento delle scorte di farmaci essenziali e minacciando programmi che coinvolgono persone con bisogni specifici e popolazioni-chiave”.

MSF conferma la riduzione di circa un miliardo di fondi per l’HIV mentre il gap dei fondi per i programmi TB ha raggiunto almeno i 3,5 miliardi di dollari. “Ogni giorno le équipe di MSF vedono pazienti soffrire e morire per queste malattie che possono essere trattate -dice il Dott. Ruggero Giuliani, vicepresidente di MSF- L’epidemia da virus HIV può essere tenuta sotto controllo solo se viene garantita una terapia adeguata, ma se il trattamento viene interrotto o non somministrato, l’infezione riprenderà a diffondersi, con un aumento dei contagi, della mortalità, dei fallimenti terapeutici e anche della resistenza ai farmaci, con conseguente aumento del costo delle cure.

L'Italia, nono donatore pubblico al mondo, ha già annunciato, per bocca dello stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che aumenterà il proprio contributo al Global Fund portandolo nei prossimi tre anni da 140 a 161 milioni. 

Copertura sanitaria universale per tutti: l’impegno ONU per l’Agenda 2030. Calano però le risorse per la lotta all’AIDS
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Lo scorso 23 settembre, nel contesto della 74esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali hanno adottato una dichiarazione politica di rilevanza storica sulla copertura sanitaria universale (UHC): “Si tratta dell'accordo più completo mai raggiunto sulla salute globale -ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres - è un risultato significativo che guiderà i progressi per il prossimo decennio".

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CND- ONU di Vienna: sulle droghe segnali di cambiamento ma nessuna svolta contro il proibizionismo
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Nessuna svolta antiproibizionista, nessuna rottura con il trentennio funesto della “war on drugs” ma cresce lo schieramento dei paesi propenso a voltare pagina nella gestione delle politiche sulle droghe: è la sintesi di quanto emerso nei due appuntamenti ONU svoltisi a Vienna nel Marzo scorso.

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Se l’HIV non è rilevabile, non è trasmissibile. Crescono le adesioni al principio U=U. La LILA: “Subito l’endorsement ufficiale dell’Italia”.
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Cosa significa U=U?

Le persone con HIV che seguono correttamente una terapia Antiretrovirale efficace possono raggiungere un livello di virus presente nel sangue (carica virale) talmente basso da rendere il virus stesso non trasmissibile per via sessuale ad altre persone. In sostanza, le persone con HIV che abbiano una carica virale stabilmente inferiore alle cinquanta copie/ml, opportunamente e costantemente monitorata, non trasmettono il virus nemmeno in caso di mancato uso del profilattico.

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Fast Track City: in Portogallo salgono a dieci le città aderenti alla dichiarazione di Parigi
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Il Portogallo si conferma uno dei paesi più attivi nella risposta all’HIV/AIDS. Dopo Lisbona, Oporto e Cascais, lo scorso 10 ottobre, anche i sindaci di altre sette città lusitane, Almada, Amadora, Lores, Odivelas, Oeiras, Portimão e Sintra, hanno sottoscritto la Dichiarazione di Parigi per sconfiggere l'AIDS nelle città entro il 2030.

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UNAIDS pubblica il rapporto “Know Your Status” e una serie di raccomandazioni per favorire l’accesso al test.
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In occasione dello scorso primo dicembre 2018 UNAIDS ha scelto di porre all’attenzione internazionale il tema del Test per l’HIV e di pubblicare un rapporto dedicato a questo argomento dal titolo: ”Live life positively, Know your HIV status”.  All’origine della scelta l’importanza sempre crescente attribuita alle strategie d’espansione del test per l’HIV come punto d’accesso al sistema delle cure, dell’assistenza e della prevenzione.

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“Conosci il tuo stato”: è la campagna Wad 2018. Dalla testing week al primo dicembre una lunga stagione d’impegno per l’accesso al test HIV
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Il prossimo primo dicembre 2018 la Giornata mondiale contro l'AIDS, indetta dalle agenzie Onu che si occupano del contrasto e del trattamento del virus da HIV, compirà trent’anni. Istituita nel 1988, in occasione del vertice mondiale dei ministri della salute sui programmi per la prevenzione dell'AIDS, da allora, ogni anno, la WAD, (World Aids Day) punta a unire Stati membri e società civile, su obiettivi specifici della lotta all’HIV/Aids.

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La regione europea dell’OMS verso il target “90-90-90”?
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La regione europea dell’OMS è vicina al raggiungimento dell’obiettivo UNAIDS “90-90-90” che, entro il 2020, punta a diagnosticare il 90% di tutti i casi di HIV, ad assicurare almeno al 90% di tutte le persone diagnosticate l’accesso alle terapie ART e a far sì che il 90% di loro raggiunga la soppressione della carica virale. Tale obiettivo è giudicato necessario per conseguire la sconfitta dell’AIDS entro il 2030. Tuttavia, tra i 55 stati in esame si registrano livelli di diagnosi e continuità delle cure molto variabili, motivo per cui gran parte dei paesi della macro-regione sono a sforzi aggiuntivi per centrare il target.

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