Informare sull’HIV/AIDS – guida per il mondo del giornalismo e della comunicazione

guida giornalisti copertina“Informare sull’HIV/AIDS” è una guida destinata al mondo del giornalismo e della comunicazione prodotta da LILA. Questo strumento ha l’obiettivo di fornire ai destinatari, in modo sintetico ma esaustivo, tutte le informazioni di base necessarie a parlare di HIV con correttezza scientifica e deontologica, utilizzando un linguaggio non stigmatizzante e rispettoso della dignità delle persone. 

Allegato: Informare sull’HIV/AIDS – guida per il mondo del giornalismo e della comunicazione

 

 


 

Vaccini, dalla società civile nuovo appello a Draghi: sospendere i brevetti per salvarci tutti! L’Italia non sia corresponsabile di una catastrofe umanitaria.

salute per tuttiNuovo appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi da parte del Comitato Italiano “Diritto alla cura- nessun profitto sulla pandemia”, cui aderiscono oltre cento organizzazioni e numerosi testimonial dal mondo della cultura. dell'informazione, della comunità scientifica.

Tra il 22 aprile e il 5 maggio 2021, si terranno nuovi appuntamenti del WTO, ultima spiaggia per sostenere la richiesta di India e Sudafrica per una sospensione dei diritti di brevetto sui vaccini e i farmaci anti-COVID. In vista di questi appuntamenti, il Comitato Italiano, in una lettera aperta, chiede nuovamente a Draghi, come già era accaduto lo scorso marzo, di schierare l’Italia a favore della moratoria temporanea, così come hanno già fatto altri cento paesi, organizzazioni internazionali come l'OMS, UNAIDS, UNITAID e la “Commissione Africana per i Diritti Umani”, 243 ONG di tutto il mondo e 170 personalità di rango internazionale, tra cui numerosi premi Nobel. “E’ ormai evidente –affermano i promotori italiani- che sarà impossibile vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro il 2021 così da mettere in sicurezza la salute di tutti, anche perché 9 persone su 10 nei paesi poveri non avranno accesso ai vaccini entro la fine dell’anno. Il virus continuerà così a circolare e a mutare, vanificando gli sforzi economici e i sacrifici fatti dalle popolazioni, da quando è cominciata la pandemia. Ma soprattutto significherà milioni di morti, una catastrofe umanitaria. Solo liberalizzando i brevetti, almeno temporaneamente, sarà possibile assicurare la produzione di vaccini in quantitativi sufficienti a coprire il fabbisogno mondiale: in gioco c'è la vita di tutti e non solo dei popoli del fortunato occidente economico. Per questo è necessario che il Governo italiano si batta, senza tentennamenti, per la sospensione temporanea dei brevetti, evitando di diventare corresponsabile di tale, immenso, ma evitabile disastro”.

Fino ad ora l’Italia, come tutta l’Unione Europea, si è opposta alla moratoria, assieme a tutti i paesi ricchi: Usa, Gran Bretagna, Giappone, Brasile, Canada Svizzera, Australia e Singapore. Adesso però non c’è più tempo, è ora di cambiare rapidamente rotta e le prossime scadenze saranno cruciali per il destino della moratoria richiesta da Sudafrica e India, dove stanno morendo per COVID oltre 2mila persone al giorno e dove i contagi giornalieri hanno superato la soglia dei 300mila, colpendo anche bambini e giovani. Il prossimo 30 aprile si terrà in merito una nuova riunione del consiglio TRIPs, preceduta dall’incontro informale del 22 aprile. Il prossimo 5 maggio si terrà, infine, il Consiglio generale del WTO che discuterà la proposta. Fermiamo questo disastro: l’Italia sostenga la moratoria! 

In questa battaglia non siamo soli, per questo si può vincere. Nei giorni scorsi ben 243 ONG di tutto il mondo hanno scritto una lettera aperta alla Direttrice del Wto Ngozi Okonjo per chiederle di accettare la moratoria mentre 170 ex capi di governo, intellettuali e premi Nobel, hanno esortato il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden a fare altrettanto.

Intanto, prosegue la raccolta firme a sostegno dell’ICE, l’iniziativa dei Cittadini Europei che può vincolare la Commissione Europea a limitare i diritti di brevetto delle case farmaceutiche. Le firme raccolte sono circa 47mila ma non bastano e bisogna fare di più: il target previsto per l’Italia è di 180mila firme ma ne occorrono almeno 250mila per essere certi del risultato e per dare maggiore sostegno politico all’iniziativa. Torniamo perciò a invitare tutti a firmare e a far firmare l’ICE.

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