Una proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale e difenderlo dal dilagare di interessi privati, garantire il diritto universale alla salute, valorizzare il personale sanitario e sociosanitario: l’hanno depositata in Cassazione a fine aprile, oltre cento associazioni e organizzazioni sociali: dalla CGIl, all’ARCI, dalle ACLI a Libera e poi Medicina Democratica, Osservatorio Salute, Unione degli Studenti, Auser, Federconsumatori. Per poterla presentare in Parlamento servono almeno 50mila firme certificate. La LILA Nazionale ha deciso di sostenere l’iniziativa dei promotori invitando tutti, tutte e tutt* a firmare qui!
Trattandosi di un’azione di valore istituzionale occorrono SPID o CIE o la CNS
Il testo, intitolato: “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del SSN e la valorizzazione del personale” è volto a dare piena attuazione all’articolo 32 della Costituzione e a quanto disposto dalla Legge 833/78, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale intervenendo sulle principali criticità che oggi mettono a rischio universalità, equità e uguaglianza di accesso alle cure.
Sono ormai milioni gli italiani e le italiane che rinunciano a curarsi di fronte all’impossibilità di poter accedere a servizi pubblici sempre più disastrati, a liste d’attesa interminabili, a prestazioni sempre più ridotte. Chi può pagare si rivolge ai servizi privati, chi non può o si indebita o non si cura: un vero naufragio per il nostro welfare, una condizione che rischia di minare le fondamenta dello stesso Stato di diritto e della nostra democrazia. “L’indebolimento della Sanità Pubblica e dell’accesso universale alle cure –spiega Marco Caldiroli, Presidente di Medicina Democratica- è stato perseguito negli ultimi trent’anni con numerose modifiche normative. Questa proposta d’iniziativa popolare –prosegue- è la prima iniziativa nazionale che va nella direzione opposta”. Vittorio Agnoletto, di Osservatorio Salute, rincara: “Con questo testo si vuole dar seguito a quanto prevede la Costituzione, ossia che la salute non è una merce e che i cittadini non sono dei clienti”.
Il Testo d’iniziativa popolare, in particolare, propone:
- Di sottrarre La Sanità Pubblica al novero delle materie attribuibili all’Autonomia differenziata
- Un aumento delle risorse del fondo sanitario nazionale non inferiore al 7,5% del Pil; oggi questo rapporto è di poco superiore al 6%, tra i più bassi dei paesi dell'Europa occidentale.
- La valorizzazione economica e professionale degli operatori sanitari del servizio pubblico, oggi tra i più sottopagati dei paesi occidentali, tra i più soggetti a condizioni di precarietà e tra quelli con le peggiori condizioni di lavoro, il che accentua l’ormai cronica carenza di tutte le figure professionali necessarie. Occorrono assunzioni a tempo indeterminato, paghe giuste, orari di lavoro dignitosi. La spesa per il personale del SSN, richiede il testo, non deve più essere soggetta ad alcun tetto, e devono essere introdotti limiti alle esternalizzazioni. I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta devono progressivamente passare dall’attuale rapporto “in convenzione” a quello di dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. A tal proposito, ricordiamo come, proprio in questi giorni, il progetto di riforma dei medici di famiglia del Ministro Schillaci, condiviso da tutte le Regioni, sia stato, di fatto, affossato dalla stessa maggioranza di centrodestra. La bozza aveva proprio l’obiettivo di affiancare ai rapporti di lavoro in regime di convenzionato anche un sistema di rapporti di lavoro dipendente, almeno per rendere possibile il funzionamento delle Case di Comunità. Questo sarà ora difficilmente possibile vanificando, peraltro, i fondi previsti per queste strutture dal PNRR.
- Lo sviluppo di strutture di prossimità per l’assistenza sanitaria è proprio un altro dei punti previsti dalla proposta d’iniziativa popolare che richiede “il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale definita dal DM 77/2022” (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti, ecc.).
- Una drastica riduzione dei tempi d’attesa per tutte le prestazioni mediche e diagnostiche, con garanzia di tempi certi, compatibili con le esigenze di salute delle persone.
- Interventi per rispondere ai bisogni delle persone anziane e non autosufficienti potenziando assistenza domiciliare, residenziale e semi-residenziale. L’obiettivo è estendere l’assistenza domiciliare almeno fino al 30% degli over sessantacinque entro il 2028;
- Un programma straordinario nazionale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, nonché la tutela della salute nei luoghi di lavoro;
- L’accesso garantito all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in ogni distretto sanitario; un programma di educazione sessuale e affettiva nelle scuole; attivazione in tutta Italia delle politiche di Riduzione del Danno per chi ha una dipendenza; garanzia della continuità assistenziale presso la medesima struttura per le persone affette da patologie croniche
Si tratta di istanze che la LILA sostiene da anni; ora possiamo unirci in questa grande battaglia di civiltà a tante altre realtà esercitando uno strumento di democrazia diretta che potrà avere un importante sbocco istituzionale. Per questo torniamo a chiedervi di firmare e far firmare subito la proposta di legge.
