COVID-19, è emergenza sociale per i/le sex workers. L’appello dell’ICRSE

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Sex workersUn aiuto finanziario immediato e protezione sociale per tutti i lavoratori e le lavoratrici del sesso, per le loro famiglie e per le loro comunità durante l’epidemia da COVID-19. E’ quanto chiede ai governiun appello dell’ICRSE, il Comitato internazionale per i diritti dei e delle sex worker in Europa.

Il documento spiega come le politiche di distanziamento sociale e le restrizioni alla mobilità e ai viaggi, scattate in gran parte del Continente, stiano causando a questi lavoratori e lavoratrici gravi difficoltà finanziarie. L’effetto immediato è una perdita quasi totale del proprio reddito con gravi rischi d’indigenza a partire dalla perdita dell’alloggio. L’accentuata vulnerabilità sociale prodotta dalla pandemia, va dunque ad aggravare le condizioni di persone che già subiscono alti livelli di emarginazione ed esclusione sociale: i e le sex worker sono spesso le persone che guadagnano di più nelle loro famiglie o che non hanno alternative di sopravvivenza, persone migranti, rifugiate, transessuali o persone dipendenti da droghe. Il rischio –spiega il documento- è che possano essere costrette a condizioni ancora più precarie e pericolose.

Nella regione, le community legate al mondo della prostituzioni già segnalano:

La pandemia –denuncia l’ICRSE- sta rivelando, con estrema urgenza, le condizioni precarie e di marginalità in cui le lavoratrici e i lavoratori del sesso sono costretti a operare, prive delle protezioni di cui godono gli altri lavoratori”.

Pur ribadendo il massimo sostegno agli sforzi dei governi per controllare le trasmissioni del virus, il network sottolinea come le misure di sanità pubblica che non tengano conto delle esigenze dei gruppi più emarginati, mettano a rischio il loro successo complessivo. Nel fornire misure di emergenza e assistenza - è la richiesta- i governi devono assicurarsi di raggiungere tutti i lavoratori esclusi dall'economia formale. Queste le necessità invocate:

Questa crisi senza precedenti, sostiene infine l’ICRSE, richiede una collaborazione significativa tra tutti i settori della società, compresi quelli più emarginati. Solo coinvolgendo le persone che si prostituiscono, i governi hanno la possibilità di limitare la pandemia e, infine, di porvi fine: "Chi si prostituisce non è il problema -sostengono le realtà promotrici- facciamo parte della soluzione”.

Il Comitato internazionale per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso in Europa (ICRSE) è una rete che rappresenta 103 organizzazioni di trentadue diversi paesi europei e dell’Asia centrale, e che raccoglie oltre 150 esponenti tra prostitute/i, accademici, sindacalisti, sostenitori dei diritti umani, attivisti per i diritti delle donne e per i diritti LGBT . Il Network si batte contro l’esclusione sociale dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso e ne promuove i diritti umani, sanitari e lavorativi. Tra gli obiettivi anche quello di premere sulle istituzioni europee e della regione affinché la voce del mondo della prostituzione sia ascoltata e rispettata.

ICRSE aderisce a varie reti europee e internazionali come la rete globale per il lavoro sessuale (NSWP), la piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti irregolari (PICUM ) e il Forum della società civile HIV / AIDS, epatite e tubercolosi dell'Unione Europea 

Vi aderiscono anche diverse realtà italiane: Comitato Diritti Civili delle Prostitute Onlus, Progetto Stella Polare, Le Graziose - CDCP Genova,Associazione radicale Certi Diritti, Ombre Rosse