Lila LivornoDa Como a Trento, da Bari a Livorno, da Cagliari a Milano: sono state diverse le sedi LILA che, durante i mesi del Lockdown, con pochissime risorse o addirittura a proprie spese, hanno assicurato alle persone con HIV la consegna dei farmaci Antiretrovirali - trattamenti, lo ricordiamo, salva-vita- ma anche di analisi, generi alimentari e di prima necessità, oppure supporto counselling a distanza.

Ad alimentare durante il COVID i problemi quotidiani di chi vive con HIV, è stato un complesso insieme di fattori economici, sociali, sanitari. Per chi abitualmente deve ritirare i farmaci presso i centri clinici di malattie infettive, c’è stato in primo luogo il timore di dover accedere proprio ai reparti più colpiti dall’ondata epidemica o comunque a qualche tipo di struttura ospedaliera. Tale timore è stato del resto sostenuto da tutte le raccomandazioni delle autorità politiche e sanitarie rivolte fin dall’inizio della pandemia alle persone con immunodepressione, affinché evitassero ogni possibile occasione di contagio.

C’è stato poi un problema legato allo stigma. Uscire durante il lockdown per recarsi a ritirare i farmaci, soprattutto nei centri più piccoli, ha suscitato timori per la propria riservatezza: essere tra i pochi autorizzati a uscire poteva, effettivamente, esporre a domande, sospetti o ai controlli da parte delle forze dell’ordine. Si è acuito, infine, il disagio delle persone con HIV annoverabili tra le categorie più fragili e vulnerabili della popolazione: persone con altre patologie invalidanti o semi-invalidanti correlate all’HIV, anziane, sole o con reddito insufficiente. Le persone hanno dunque chiesto in questo periodo particolare un aiuto in più e la LILA ha risposto, spesso supplendo alle carenze pubbliche e istituzionali.

Tra i pochi, ma graditi, riconoscimenti all’impegno messo in campo, c’è stato quello conferito lo scorso 30 settembre dal Comune di Livorno alle quaranta associazioni di volontariato e no-profit che si sono distinte durante il lockdown per il supporto alle comunità cittadine e, tra queste, P24 LILA di Livorno. In una cerimonia pubblica di ringraziamento il Sindaco Luca Salvetti, l'Assessore Andrea Raspanti e la dirigente al sociale Arianna Guarnieri hanno consegnato loro una pergamena: “È il momento della riconoscenza verso queste organizzazioni che –ha detto il primo cittadino- durante il lockdown sono state un prezioso ed essenziale sostegno per l’Amministrazione Comunale e per tutti coloro che si sono trovati in situazioni di disagio”.

Dall’assessore Raspanti anche un impegno per il futuro: “Come sempre nei momenti critici, il terzo settore ha dato uno straordinario aiuto alle istituzioni contribuendo a difendere la dignità di molte persone e famiglie in difficoltà. L’impegno –ha detto- è trovare insieme nuove modalità di collaborazione per valorizzare al meglio, in futuro, questo straordinario capitale di competenze, altruismo e solidarietà”.

A raccontare dell’impegno di P24 LILA Livorno è la nostra Elena Ciucci. “In tre mesi abbiamo assistito continuativamente almeno una trentina di persone, anche di fuori Livorno. Portavamo loro i farmaci ma anche, per chi era più in difficoltà, la spesa e altri generi d prima necessità” . Alcune delle persone con HIV assistite erano in difficoltà economiche ma altre avevano paura di uscire o non potevano farlo. Non molte ma preziose le risorse a disposizione, derivanti da due fonti: la parte residuale del progetto “Cariliv-Sapersi alimentare”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio -3500 euro in due anni- e la convenzione per l’assistenza domiciliare con l’ASLToscana Nord/Ovest.

Terminato il sostegno della Fondazione Cassa Di Risparmio, di fronte all’arrivo di nuovi momenti difficili c’è ora da riorganizzarsi:Le richieste d’aiuto sono riprese, capiremo come proseguire magari facendo rete con altre associazioni –spiega Elena Ciucci- ma vogliamo andare avanti perché è davvero importante non lasciare indietro nessuno”. Chi, come i nostri attivisti di Livorno, ha le antenne sul territorio prevede tempi ancora difficili: “Molte delle persone che abbiamo supportato hanno il reddito di cittadinanza che va rinnovato entro fine ottobre –spiega ancora Elena- Qualora le persone più in difficoltà non fossero in grado di farlo andremmo incontro ad una vera emergenza sociale”.