HIV e invecchiamento: una nuova guida LILA-NAM per affrontare al meglio la terza età

vivere a lungo copertinaGrazie agli enormi vantaggi apportati dalle terapie Antiretrovirali e ai progressi della medicina, la popolazione con HIV, in gran parte dei paesi a welfare avanzato, può oggi avere delle prospettive di vita simili a quelle della popolazione generale. Alle persone con HIV si presentano così, in tutte le sfere e le fasi della vita, opportunità prima precluse ma anche nuove esigenze: dalla sessualità, alla procreazione, all’affettività, all’invecchiamento.

E’ proprio a quest’ultimo aspetto che è dedicata la pubblicazione italiana di “HIV e Invecchiamento- Vivere bene e a lungo con l’HIV ”, realizzata da NAM, tradotta e adattata al contesto italiano dalla LILA.

L’aging in HIV è un fenomeno recente; fino alla metà degli anni ’90 l’infezione aveva spesso, infatti, un esito mortale e l’AIDS era divenuta la prima causa di morte tra i giovani. Oggi, fortunatamente, lo scenario è totalmente cambiato ponendo nuove domande alla medicina, alla geriatria ma, soprattutto, agli orizzonti personali dell’esistenza.

In Italia, paese che invecchia più di molti altri paesi occidentali, sta aumentando anche l’età media delle PLWHIV (People Living With HIV): se nel 2010 era di quarantaquattro anni, si prevede che nel 2030 possa salire a cinquantasette anni, mentre già nel 2014, uno studio condotto su dati italiani, evidenziava come oltre il 41% delle persone in carico nei centri clinici del paese avesse più di cinquant’anni. Gli studi sull’invecchiamento in HIV, pur non essendo ancora molti, indicano già con sufficiente chiarezza che le condizioni di una persona con HIV che invecchia sono simili a quelle di tutte le persone della stessa età, sia pure con alcuni aspetti di fragilità in più da gestire e valutare.

Il primo obiettivo di questa guida, non è certo quello di sostituirsi agli specialisti ma, al contrario, quello di aiutare le persone a rendere più efficiente il rapporto con i propri medici di riferimento e con i centri clinici rispetto alle proprie esigenze di salute. L’altro obiettivo, tutt’altro che secondario, è far sapere che possiamo fare molto per migliorare la qualità della nostra vita e avere così una vecchiaia di successo.

La pubblicazione, che vorremmo fosse, così, un piccolo strumento di empowerment, è divisa in quattro sezioni per un totale di cinquanta pagine scritte in modo semplice e diretto e accompagnate da una grafica che sottolinea l’importanza di vivere con cura e naturalezza questa fase della vita. La prima sezione ci informa su tutte le caratteristiche dell’invecchiamento in HIV: dall’impatto sulle terapie antiretrovirali, a come, eventualmente personalizzare le terapie ART o come gestire la politerapia farmacologica (polifarmacy) qualora si richieda di trattare altre patologie. Nel capitolo “Miti e realtà”, si sfatano alcune false convinzioni che circondano il tema della salute e dell’HIV.

La seconda sezione si occupa delle co-patologie e delle fragilità che, con più frequenza, possono presentarsi in tutte le persone che invecchiano: aumento dei lipidi, pressione alta, diabete, malattie renali e cardiovascolari, epatite C, patologie oncologiche, deficit cognitivo, problemi ossei, depressione, menopausa. Si tratta di patologie non specifiche, dunque, delle persone con HIV ma che richiedono solo, in tale situazione, una più attenta gestione medica, accertamenti clinici puntuali e appropriati, stili di vita sani.

Alcune di queste patologie si presentano nelle persone con HIV con un’incidenza lievemente più alta rispetto alla popolazione generale. Le cause sono in parte ancora oggetto di studio. Tra le ipotesi ci sono la maggior frequenza di stati infiammatori, gli effetti collaterali prodotti dai primi farmaci usati per il trattamento dell’HIV, lo stress, condizione che, purtroppo, le persone con HIV, sperimentano con maggior intensità a causa dello stigma sociale che grava sulle loro vite. Ad ogni modo il quadro complessivo non è molto diverso da quello della popolazione generale e le criticità non sono dissimili da quelle di tutte le persone anziane che devono gestire più patologie.

La terza sezione: “Cosa puoi fare per prenderti cura della tua salute” e la quarta sezione: “Prepararsi per il futuro” sono dedicate a ciò che si può fare, in prima persona, per affrontare al meglio la propria vecchiaia. E ciò che possiamo fare è davvero molto: prendere correttamente i farmaci, smettere di fumare, adottare uno stile di vita sano e attivo ma, anche, curare la propria rete sociale di protezione, mantenersi mentalmente e socialmente coinvolti, consigli preziosi per chiunque abbia varcato la soglia dei “cinquanta” e voglia vivere pienamente questa nuova fase della propria vita.

Si ringraziano per la concessione NAM, associazione non-profit indipendente con sede nel Regno Unito e Roger Pebody che, nel 2018, ha scritto per NAM questa pubblicazione.

La traduzione e l’adattamento al contesto italiano della pubblicazione sono stati curati da Maria Grazia Di Benedetto con la collaborazione di Patrizia Perone, la supervisione scientifica di Manuela Serrentino. Il progetto grafico è di Cristina Perone, Cliccaqui sas-Roma.

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