Moratoria sui brevetti: il WTO rinvia ancora. Diretta FB con Garattini e sabato 26 giugno c’è il “Sabin Day” per rilanciare la raccolta firme

 salute per tuttiLa mobilitazione per una moratoria sui brevetti per farmaci, vaccini e tecnologie anti-COVID continua, promossa dal Comitato Italiano ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei Right2cure –No profit on pandemic.

Giovedì 24 giugno, dalle 18.30 alle 19.30, diretta Facebook  sulla pagina del Comitato con il Professor Silvio Garattini, tra promotori della campagna europea. Tante iniziative sono in programma anche per sabato 26 giugno, proclamato “Sabin Day”, giornata internazionale dedicata al grande scienziato Albert Sabin che, dopo aver scoperto il vaccino contro la poliomelite, rinunciò ad ogni profitto da brevetto pur di diffondere il vaccino in ogni parte del mondo. In particolare a Milano, alle 18.30, viene inaugurata la mostra “Art . 32 - Salute Pubblica Bene Comune“, promossa da Acea OdV, presso Ex Cisterne di Fabbrica del Vapore. Per l’occasione saranno raccolte le firme per l’Iniziativa Europea volta a limitare i diritti di brevetto delle case farmaceutiche e si terrà un dibattito sul tema. Intervengono Vittorio Agnoletto - Medico, Coordinatore della campagna “Diritto alla Cura”; Chiara Birattari- Presidente Associazione Smarketing ETS, promotrice ART32.IT; Marco Caldiroli - Presidente Medicina Democratica; Rossella Miccio - Presidente EMERGENCY; Clara Sistilii - Socia fondatrice BVE, Brigate Volontarie per l'Emergenza-Milano.

La sospensione temporanea dei brevetti dei vaccini e dei farmaci per il Covid 19, proposta da India e Sudafrica, è sempre più urgente ed è l’unica soluzione che possa permettere un ampliamento della produzione di questi prodotti a costi accessibili. Il WTO ha intanto rinviato ogni decisione per l’ennesima volta. Vastissimo il fronte favorevole alla moratoria: oltre 100 paesi a basso e medio reddito, USA, Cina, OMS, UNAIDS, UNITAID, Commissione Africana per i Diritti Umani. Ad opporsi restano proprio l’Unione Europea con Gran Bretagna, Svizzera, Giappone e Brasile. Per questo è importante firmare e far firmare l’ICE che può imporre a Bruxelles un cambiamento di rotta.

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