8 marzo e HIV. UNAIDS: discriminazioni, violenze e disuguaglianze di genere espongono donne e ragazze a rischi inaccettabili  

8 marzo 2026 1"L'HIV prospera dove persiste la disuguaglianza di genere", così Winnie Byanyima, Direttore Esecutivo di UNAIDS lancia un deciso monito a governi e istituzioni di tutto il mondo, in occasione della Giornata Internazionale della donna 2026. Le statistiche sono eclatanti: nel 2024, al livello globale, ogni settimana, circa 4.000 ragazze adolescenti e giovani donne hanno contratto l'HIV; tra queste 3.300 vivono nell'Africa subsahariana dove rappresentano circa due nuove infezioni da HIV su  tre. Alla base, resta l’impossibilità per troppe donne nel mondo di autodeterminarsi, vittime di un assoluto controllo maschile sui loro corpi. Secondo l’UNPFA, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, meno della metà delle donne nel mondo è in condizione di prendere le proprie decisioni in materia di sessualità contraccezione, prevenzione, assistenza sanitaria. Quasi una ragazza adolescente su quattro, inoltre, subisce violenza fisica o sessuale prima dei vent' anni mentre aumentano le leggi punitive verso la libertà femminile e verso ogni differenza di genere e di orientamento sessuale. Discriminazioni, violenze, disuguaglianze, stigma sono oggi i principali motori dell'epidemia di HIV: “Quando una ragazza non può continuare a studiare a causa della violenza –sostiene UNAIDS- quando una donna non può negoziare rapporti sessuali sicuri, quando una vittima di violenza non può accedere all'assistenza sanitaria e alla giustizia, il rischio di contrarre l'HIV aumenta”. Dal programma delle Nazioni Unite arriva dunque un richiamo: “Governi, donatori e partner riaffermino che la giustizia è un diritto, non un privilegio. Porre fine a ogni forma di violenza, garantire l'emancipazione giuridica e l'accesso alla giustizia per donne e ragazze sono elementi imprescindibili di ogni processo volto ad eliminare le disuguaglianze nella risposta all'HIV".

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