Mpox: la Lombardia conferma la circolazione di un ceppo più aggressivo. Nessun allarme ma per chi è più esposto al rischio è importantissima la vaccinazione

Monkeypox

Allarme no, attenzione si: il virus, Mpox, appartenente alla famiglia degli Orthopoxvirus, la stessa del vaiolo (debellato dal 1980) e molto meno letale, circola ancora in Italia e in altri paesi europei. Per due volte negli ultimi anni, nel 2022 e nel 2024, MPOX è stata dichiarata dall’OMS, Organizzazione Mondiale di Sanità, un’Emergenza Sanitaria Pubblica di Interesse Internazionale (PHEIC).  Come evidenziato negli ultimi “Communicable disease threats report”, emessi da ECDC, European Centre for Disease Prevention and Control, anche in Europa sono stati registrati casi di infezione, senza storia di viaggi in paesi con circolazione endemica dell’infezione, riconducibili ad un clade (ceppo) del virus presumibilmente più aggressivo, il clade Ib, finora segnalato solo nell’Africa Centrale. Le precedenti ondate epidemiche erano state invece ascritte al clade più blando Il (a e b).

Un invito alla massima vigilanza giunge in queste settimane, dalla Regione Lombardia, dove tra gennaio e febbraio sono stati identificati 15 casi di Mpox clade Ib, senza storia di viaggi in paesi con circolazione endemica mentre il primo caso da clade Ib identificato nel nostro paese, risalente a giugno scorso, riguardava un uomo che si era recato in Tanzania.

La Regione Lombardia chiarisce, secondo i criteri ECDC, come: "Il rischio d'infezione causata dal clade Ib del MPXV è valutato come moderato per gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e basso per la popolazione generale nell’UE/SEE. Il rischio di infezione causata dal clade IIb del MPXV rimane basso per gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e molto basso per la popolazione generale nell’UE/SEE.”

Le autorità sanitarie lombarde, pertanto, raccomandano ai centri per le Infezioni Sessualmente Trasmesse e alle ATS di: mantenere alto il sospetto clinico di Mpox e indagare la presenza di sintomi compatibili con l’infezione durante le visite di routine, in particolar modo verso quei gruppi di popolazione al momento più esposti al rischio infezione. Raccomandano inoltre di seguire le procedure indicate dal sistema di sorveglianza e di raccolta dati, qualora si identifichino casi dì infezione e, soprattutto, di promuovere in maniera attiva la vaccinazione disponibile presso le persone che possono essere esposte al rischio.

Collaborazione viene chiesta anche agli Enti del terzo settore affinché promuovano la vaccinazione presso le proprie comunità di riferimento.

Di norma, negli esseri umani, MPOX ha esiti blandi e assolutamente meno severi del vaiolo. Tuttavia, il rasch cutaneo che produce, può essere molto doloroso e l’infezione in persone con sistema immunitario compromesso, bambini piccoli e donne in gravidanza, può produrre esiti più seri. I sintomi più comuni di Mpox sono: febbre, sonnolenza, dolori muscolari e mal di testa ma, soprattutto l'eruzione cutanea. Le eruzioni e le conseguenti lesioni cutanee interessano soprattutto le aree ano-genitali.

Mpox è un’infezione che si trasmette attraverso contatti stretti, inclusi i rapporti sessuali. Finora i gruppi di popolazione più esposti sono stati gli uomini che fanno sesso con altri uomini(MSM) e le persone con HIV ma il virus può contagiare chiunque. La LILA invita dunque le persone che possano essere più esposte al rischio ad informarsi sulle modalità d’informazione del virus e a richiedere la vaccinazione presso i centri che la somministrano

Per prenotare il vaccino contro Mpox in Lombardia clicca qui

Qui gli altri centri vaccinali italiani

Allo stesso tempo, LILA esorta, ancora una volta, a contrastare ogni approccio stigmatizzante a questo tema di salute pubblica. Il virus MPXV non è un virus che attacca gli uomini che fanno sesso  con uomini per motivi biologici ma sta solo circolando, per ora, in particolare, in quella comunità. Si tratta di una dinamica propria di quasi tutte le patologie infettive la cui circolazione avviene sempre prima entro gruppi di popolazione più chiusi e ristretti. Assumere misure di salute pubblica razionali e non discriminanti è l’unico modo di contenere le infezioni prima che sfocino verso la popolazione generale.  "Non c’è un vaccino per il pregiudizio ma c’è quello per MPOX” è il titolo di una campagna informativa lanciata nel 2023 e tuttora attuale da Ministero della Salute e INMI L. Spallanzani assieme a LILA, Anlaids, Arcigay, ASA, Circolo Mari Mieli, CICA, CNCA, GAYNET, LILA ONLUS, NPS, PLUS.

Per ogni dubbio chiamaci o vai ai seguenti link

Portale salute Regione Lombardia

Ministero della Salute

Epicentro -ISS 

Organizzazione Mondiale di Sanità

 

Abbiamo già parlato di Mpox qui:

Non c'è vaccino per il pregiudizio ma c'è quello per MPOX

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