HIV/AIDS: + risposte - dubbi

img piu risposteÈ dal 1987 che i nostri centralini telefonici ricevono le chiamate di persone che chiedono spiegazioni su HIV e AIDS perché assillate da dubbi o da paure. Tante domande sulla sessualità, sulla prevenzione, sul test, sulle prospettive di vita per le persona che contraggono il virus. Abbiamo raccolto qui le domande più frequenti, ordinandole per argomento e rispondendo con un linguaggio semplice, chiaro e scientificamente corretto.

 

 

HIV e AIDS
Vie di trasmissione del virus HIV
Sesso che fare?
HIV e sostanze stupefacenti
Il test per l’HIV
Vivere con l’HIV

 

HIV e AIDS

Cos’è l’HIV?
L'HIV è il virus dell'immunodeficienza umana: una volta entrato nell'organismo, attacca alcune cellule del sistema immunitario indebolendo progressivamente le naturali capacità di difesa.

Cos’è l’AIDS?
L’AIDS è una sindrome da immunodeficienza acquisita: se in una persona con HIV si evidenzia una grave compromissione del sistema immunitario e la presenza di infezioni opportunistiche o tumori, viene diagnosticato l’AIDS.

Le persone che hanno contratto l’HIV sviluppano automaticamente l’AIDS?
No, oggi esistono diversi farmaci anti-HIV in grado di contrastare l’evolversi dell’infezione, anche se non è ancora disponibile una cura definitiva. L’infezione da HIV, opportunamente trattata, è oggi considerata un'infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori e di avere figli e figlie sani.

HIV e AIDS sono diffusi anche nel nostro paese? È un problema attuale?
In Italia e nei paesi occidentali, le diagnosi e i decessi per AIDS sono drasticamente diminuiti grazie alla disponibilità dei farmaci anti-HIV. Questi stessi farmaci contrastano anche la diffusione del virus HIV poiché è dimostrato scientificamente che le persone con HIV in terapia efficace non trasmettono il virus. L’HIV però continua a diffondersi perché sono molte le persone che non sanno di aver contratto il virus e che lo trasmettono inconsapevolmente: si tratta di persone che non si percepiscono a rischio, che non adottano precauzioni, che non fanno il test e che quindi non controllano l’infezione con le terapie.

Il rischio di contrarre l’HIV riguarda tutti e tutte? Anche me?
Molti credono ancora che l'HIV riguardi solo alcune persone (omosessuali, prostitute, tossicodipendenti), le loro scelte e i loro stili di vita, ma l'HIV è un virus a trasmissione sessuale e dunque riguarda chiunque abbia una vita sessuale attiva. L’HIV può trasmettersi attraverso un rapporto sessuale, indipendentemente dal fatto che il rapporto avvenga tra persone dello stesso sesso o di sesso diverso, all’interno di una coppia stabile o di un rapporto occasionale.

 

Vie di trasmissione del virus HIV

Come si trasmette il virus HIV?
Il virus HIV si può trasmettere solo e soltanto attraverso i seguenti liquidi biologici:

  • sangue
  • sperma e secrezioni vaginali
  • latte materno

L’infezione si verifica quando uno di questi liquidi, appartenente ad una persona con infezione da HIV, entra in circolazione nel sangue attraverso ferite e/o lesioni anche non visibili delle mucose o attraverso l’allattamento al seno.

Concretamente quali sono le vie di trasmissione?
L'HIV si trasmette solo in 3 modi:

  • attraverso rapporti sessuali non protetti dal preservativo (trasmissione sessuale)
  • attraverso l'uso in comune di siringhe e materiali iniettivi (trasmissione ematica)
  • dalla madre ai figli e alle figlie durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno (trasmissione verticale).

Qual è la via di trasmissione più diffusa?
L'HIV è un virus a trasmissione sessuale e questa è di gran lunga la modalità d'infezione più diffusa. Per questo l’HIV riguarda chiunque abbia una vita sessuale attiva.

Concretamente quali sono i comportamenti sessuali a rischio per l’HIV?

  • I rapporti penetrativi: i rapporti vaginali e i rapporti anali non protetti dal profilattico sono a rischio per entrambi i partner. Il preservativo, se utilizzato correttamente e dall'inizio del rapporto, protegge.
  • I rapporti oro-genitali: innanzitutto il rischio riguarda solo la persona che con la bocca stimola i genitali, mentre chi riceve la stimolazione non si espone ad alcun rischio. Per quanto riguarda la fellatio (stimolazione del pene con la bocca), l’utilizzo del profilattico elimina il rischio, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca. Per quanto riguarda il cunnilingus (stimolazione dei genitali femminili con la bocca), non esistono casi accertati di trasmissione dell’HIV attraverso questa pratica, ma è necessario evitare il contatto con il sangue nel caso di mestruazioni.

Ma una persona con HIV deve informarmi della sua condizione prima di fare sesso?
No, le persone con HIV non sono tenute ad informare i propri partner e le proprie partner. Inoltre sono molte le persone che hanno contratto il virus ma, non avendo effettuato il test per l’HIV, non ne sono a conoscenza. Si stima che la maggior parte delle infezioni sia trasmessa proprio da persone inconsapevoli di avere l’HIV e che per questo non adottano alcuna precauzione. Viceversa, la maggior parte delle persone che sanno di avere l’HIV è più propensa ad adottare precauzioni e segue inoltre una terapia che riduce o elimina il rischio di trasmettere il virus ad altre persone.

Se faccio sesso con una persona che ha l’HIV contraggo automaticamente il virus?
No, la trasmissione dell’HIV non è automatica, dipende soprattutto dalla quantità di virus presente nei liquidi biologici della persona con HIV (viremia o carica virale): più è alta, maggiore è il rischio di trasmissione. Generalmente la viremia è molto alta nelle persone che hanno da poco contratto il virus, mentre è molto bassa o nulla nelle persone che seguono la terapia antiretrovirale.
Il rischio è dunque molto alto se la persona con HIV si è infettata recentemente (e spesso non ne è ancora consapevole), mentre il rischio è nullo se la persona con HIV segue regolarmente la terapia e ha una carica virale non rilevabile.

Baciarsi può essere rischioso?
No, la saliva non è in grado di trasmettere l’HIV.

E masturbarsi reciprocamente?
No, la masturbazione è una pratica sicura. Il contatto di sperma e secrezioni vaginali con le mani (e con la pelle in generale) non rappresenta un rischio: la pelle integra è una barriera efficace e nemmeno graffi superficiali o pellicine alzate sono sufficienti a consentire al virus di entrare in circolazione nel sangue.

Nella vita di tutti i giorni corro dei rischi?
No, l’HIV non si trasmette nei contatti quotidiani e nessun familiare di una persona con HIV è stato mai infettato. L’HIV non si trasmette vivendo o lavorando insieme, usando le stesse stoviglie e gli stessi servizi igienici o scambiandosi gli indumenti.

Corro dei rischi dal dentista, dal tatuatore, dall’estetista o facendomi fare un piercing?
L’obbligo di adottare adeguate norme igieniche e di sterilizzare la strumentazione, ha abbattuto il rischio di trasmissione dell’HIV in queste occasioni. Naturalmente nella pratica “fai-da-te” di tatuaggi e piercing il rischio di trasmissione dell’HIV è presente se si usano aghi infetti e/o in condivisione con qualcuno.

Se mi pungo con una siringa abbandonata?
Il virus dell’HIV esposto all’aria muore rapidamente e non ci sono mai stati casi di persone infettate in questo modo. Vi è però il rischio di entrare in contatto con altri virus più resistenti nell’ambiente esterno come quelli dell’epatite B (HBV) e dell’epatite C (HCV), per questo è meglio consultare subito un medico.

Le punture di zanzara possono trasmettere l’infezione?
No. In nessun caso punture d’insetto, morsi o graffi di animali possono trasmettere il virus HIV.

Sottoporsi a trasfusioni comporta dei rischi?
Le trasfusioni di sangue ed emoderivati possono trasmettere l’HIV, ma l’attuale livello di sicurezza nei Paesi occidentali è molto elevato. In Italia, il sangue dei donatori viene sottoposto a screening per l’HIV dal 1988.

Il sudore, le lacrime, il vomito e l’urina possono trasmettere il virus?
No, questi liquidi biologici non trasmettono l’HIV.

Oltre all’HIV, esistono altre infezioni che possono trasmettersi durante i rapporti sessuali?
Sì, esistono diverse Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST), molte delle quali si trasmettono più facilmente dell’HIV e sono dunque più diffuse. Alcune possono passare inosservate, altre sono dolorose o, se non trattate, possono portare a complicazioni anche gravi.
Il profilattico, oltre a proteggere dall'HIV, riduce il rischio di contrarre altre IST ma è importante consultare un medico in caso di prurito, secrezioni insolite o dolori nella zona genitale.

Quali sono le principali Infezioni Sessualmente Trasmissibili?
Eccone alcune:

  • Condilomi: verruche causate dal Papilloma Virus nella parte esterna o interna di genitali e ano. Spesso l’infezione è innocua ma esiste il rischio di conseguenze gravi (cancro alla cervice, anale o del retto). Sono disponibili vaccini e programmi di screening basati sul Pap-test. Non è guaribile ma i condilomi possono essere trattati.
  • Herpes genitale: infezione virale che può generare vesciche sui genitali, prurito e bruciore. Si trasmette molto facilmente e può recidivare a distanza di anni. Possibile conseguenza più grave: trasmissione al nascituro durante il parto. Non è guaribile ma è possibile trattare i sintomi.
  • Sifilide: infezione batterica che inizialmente causa la formazione di ulcerazioni, alla cui scomparsa seguono macchie rossastre sul torso o su mani e piedi. Possibili conseguenze tardive più gravi: danni viscerali e al sistema nervoso centrale. Se riconosciuta tempestivamente è guaribile.
  • Gonorrea (scolo): infezione batterica delle vie uretrali che può passare inosservata o causare dolore e secrezioni insolite. Possibili conseguenze più gravi: sterilità, infiammazione addominale e rischio di complicazioni, cecità del nascituro. È guaribile.
  • Clamidia: infezione batterica che può passare inosservata o presentare leggeri sintomi simili a quelli della gonorrea. Possibile conseguenza più grave: sterilità. È guaribile.
  • Epatiti: l’infiammazione del fegato è nota come epatite e può essere dovuta a sostanze tossiche (es. alcool) oppure a virus (epatite virale), tra i quali i più noti sono quelli dell’epatite A, B e C. L’epatite acuta può essere del tutto asintomatica. Mentre l’epatite acuta A guarisce sempre senza conseguenze, l’epatite acuta B (raramente) e quella C (più frequentemente) possono cronicizzare e, nei casi più gravi, portare a cirrosi e carcinoma del fegato. L’epatite C è guaribile, mentre il trattamento dell’epatite B cronica offre possibilità di successo più limitate. Esiste un vaccino contro le epatiti A e B.

 

Sesso che fare?

Come è possibile prevenire la trasmissione dell’HIV nei rapporti sessuali?
È sufficiente rispettare poche e semplici regole:

  • nei rapporti sessuali penetrativi (vaginali e anali) utilizzare sempre il preservativo dall’inizio del rapporto;
  • nel praticare la fellatio (stimolazione del pene con la bocca) usare il preservativo o evitare di ricevere sperma in bocca;
  • nel praticare il cunnilingus (stimolazione dei genitali femminili con la bocca) evitare il contatto con il sangue mestruale.

Il coito interrotto protegge dall’HIV?
No, il coito interrotto non protegge dall’HIV e dalle altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili né dal rischio di gravidanze indesiderate.

Il preservativo è efficace nella prevenzione?
Il profilattico, usato correttamente e per tutta la durata del rapporto sessuale, è un mezzo efficace di prevenzione non solo dell’HIV ma di molte Infezioni Sessualmente Trasmissibili.

I preservativi sono tutti uguali?
No, esistono ad esempio profilattici più indicati per i rapporti orali (aromatizzati) o per i rapporti anali (più spessi e resistenti) ed inoltre le caratteristiche cambiano secondo la marca e il tipo: è meglio provarne diversi per scegliere quello più adatto a te o alla persona con cui fai sesso. I preservativi presentati come super sottili potrebbero avere una probabilità di rottura più elevata e quindi non sono indicati per i rapporti anali.

Come si usa il preservativo?

  • Il profilattico va usato fin dall’inizio del rapporto.
  • Apri con cura la confezione senza utilizzare oggetti taglienti.
  • Il preservativo va srotolato sul pene in erezione, stringendo il serbatoio tra pollice e indice in modo da togliere l’aria (questo evita la possibilità di rottura durante il rapporto).
  • Se fai uso di lubrificanti, accertati che siano a base d’acqua o di silicone.
  • Ogni preservativo si usa una volta sola e con una sola persona.
  • Al termine del rapporto va trattenuto con le dita alla base del pene affinché non si sfili e non rimanga all’interno.
  • Il lattice non è biodegradabile, non gettarlo per strada o nel wc.

L’uso dei preservativi è una questione di esercizio. Se manca l'esperienza meglio procurarsene una confezione ed esercitarsi un po' da soli o da sole (utilizzando una banana o un cetriolo). Dopo due o tre tentativi, diventerà più naturale e facile.

Ma il preservativo potrebbe rompersi?
Sì, può capitare, ma sulla rottura influiscono le modalità di conservazione e di utilizzo: i preservativi hanno una data di scadenza ed è bene non conservarli vicino a oggetti taglienti e a fonti di calore (portafoglio, cruscotto dell’auto); è inoltre fondamentale togliere l’aria dal serbatoio quando li si mette e utilizzare un lubrificante adatto se non c’è sufficiente lubrificazione.

Quali sono i lubrificanti adatti?
I lubrificanti a base d’olio possono danneggiare il preservativo; non utilizzare quindi lozioni per il corpo, oli per massaggi o vasellina. Utilizza quindi lubrificanti a base d’acqua o di silicone, puoi trovarli in farmacia.

Proporre l’uso del preservativo è sempre possibile?
Sì, anche se a volte può risultare difficile perché si teme di rovinare l’atmosfera o per paura di essere giudicati, ma è importante insistere perché l’uso del preservativo è un atto di grande responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.

Ho sentito parlare di un profilattico che possono usare le donne. Esiste veramente?
Sì, il suo nome è Femidom ed è una morbida e resistente guaina trasparente che si inserisce nella vagina prima di un rapporto sessuale. Protegge sia dalla gravidanza che dalle Infezioni Sessualmente Trasmissibili. Il profilattico femminile è disponibile nelle farmacie e nei consultori di molti paesi esteri, mentre in Italia è ancora poco diffuso ed il suo prezzo è ancora molto elevato rispetto a quello dei profilattici maschili. Puoi acquistare i Femidom su internet, nei sexy shop e nelle farmacie più fornite.

Esiste una profilassi per l’HIV?
Sì, gli stessi farmaci che le persone con HIV assumono per contrastare il virus, possono essere utilizzati dalle persone HIV-negative per abbattere il rischio di contrarre l’infezione. Esistono 2 tipi di profilassi: la Profilassi Post Esposizione (PPE) e la Profilassi Pre Esposizione (PrEP).

In cosa consiste la Profilassi Post Esposizione (PPE)?
La PPE viene utilizzata in situazioni di emergenza e consiste nell’assunzione di farmaci subito dopo un comportamento a rischio: va iniziata al più presto (non oltre le 48 ore) e ha la durata di 4 settimane. Se hai corso un rischio (rapporti sessuali non protetti con partner HIV positivi o con indizi di esposizione al rischio molto recente), puoi recarti al pronto soccorso o in una struttura specializzata in HIV/AIDS per valutare con il medico l'opportunità di sottoporti al trattamento. La valutazione tiene conto del fatto che il rischio di trasmissione per una singola esposizione al virus è comunque basso, ed è nullo se la persona con HIV segue regolarmente la terapia e ha una carica virale non rilevabile.

In cosa consiste la Profilassi Pre Esposizione (PrEP)?
La PrEP va invece programmata in anticipo: va iniziata prima di esporsi a dei rischi e ci sono diverse modalità di assunzione adatte a diverse necessità. Negli USA è in uso dal 2012, mentre in Europa è stata introdotta solo nel 2016 e in molti paesi è ancora difficilmente accessibile. In Italia, le informazioni a riguardo sono poco diffuse e, in molte Regioni, i costi dei farmaci e degli esami previsti per intraprendere e monitorare la profilassi sono ancora a carico dei cittadini, che possono acquistare la PrEP in farmacia con la prescrizione di un medico infettivologo. Solo recentemente, è stata accordata la gratuità del percorso PrEP e le Regioni si stanno attrezzando. Chiamaci per saperne di più.

 

HIV e sostanze stupefacenti

Le sostanze stupefacenti sono una via di trasmissione dell’HIV?
No, le sostanze stupefacenti non sono una via di trasmissione dell’HIV; è il modo in cui si consumano che può essere a rischio.

L’uso di sostanze per via iniettiva è a rischio per l’HIV?
Nel caso di sostanze che si consumano per via endovenosa, lo scambio di siringhe e l’uso in comune di materiali iniettivi (cucchiaini, fiale, filtri) espongono al rischio di contrarre l’HIV e altre infezioni, tra cui epatiti ed endocarditi.
È fondamentale dunque utilizzare siringhe sterili e monouso e non condividere gli strumenti iniettivi.

L’uso di sostanze per inalazione è a rischio?
L’uso inalatorio di sostanze (sniffare) non è a rischio per l’HIV, ma può trasmettere altre infezioni, prima fra tutte quella da epatite C, attraverso la condivisione di cannucce o altri materiali da inalazione che possono entrare in contatto con le mucose nasali e con il sangue eventualmente presente.

E nel caso delle altre sostanze?
Tutte le sostanze hanno un importante impatto sull’infezione da HIV dal momento che tutte, illecite o lecite come l’alcol, alterano la percezione del rischio in modo determinante. Le sostanze possono provocare l’abbassamento del livello di attenzione e portare a non adottare le necessarie precauzioni nel caso di eventuali rapporti sessuali: per questo, se si assumono sostanze, diventa fondamentale ricordarsi di usare il preservativo e averne sempre uno con sé.
Tieni anche presente che alcune sostanze (tra cui cannabis, Ecstasy, Lsd, anfetamine) disidratano, seccando le mucose e aumentando così il rischio di rottura del profilattico. In questi casi, e in generale per facilitare la penetrazione, è consigliabile l’uso di un lubrificante, che puoi trovare facilmente in farmacia. Scegli lubrificanti a base d’acqua o di silicone e non quelli grassi (tipo vaselina, burro, creme) che rischiano di danneggiare il preservativo.

 

Il test per l’HIV

Come si diagnostica l’infezione da HIV?
L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L’unico modo per diagnosticare l’infezione è quello di effettuare il test per l’HIV.

Perché è importante fare il test?
L’infezione da HIV può passare del tutto inosservata e sono molte le persone che scoprono di aver contratto il virus dopo diversi anni, quando lo stato di salute è già debilitato. La diagnosi precoce permette di iniziare tempestivamente una terapia idonea, che da un lato previene i danni che il virus rischia di causare, offrendo un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale, dall’altro contribuisce a prevenire la diffusione dell’infezione poiché le persone con HIV in terapia efficace non trasmettono il virus.

Dove posso fare il test e quanto costa?
Puoi effettuare il test presso i Centri Riferimento HIV/AIDS delle Asl e degli ospedali, i centri di cura delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e i centri prelievi accreditati. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura, chiedi informazioni.
In molte strutture pubbliche il test è gratuito, in alcune è invece richiesto il pagamento di un ticket.

Quando devo farlo?
Il test non è in grado di rilevare immediatamente l’infezione da HIV. Per ottenere un risultato attendibile è necessario che dall’ultimo comportamento a rischio trascorra un periodo di tempo (detto Periodo Finestra), variabile a seconda del tipo di test.

Quali sono i tipi di test per l’HIV?
I test comunemente utilizzati, attraverso un semplice prelievo di sangue, sono di due tipi.

  • I test ELISA rilevano gli anticorpi anti-HIV che l’organismo produce nelle settimane successive all’infezione. Per questo, è necessario effettuare il test dopo 3 mesi dal comportamento a rischio per avere un risultato certo e definitivo.
  • I Test Combinati, oltre agli anticorpi anti-HIV, rilevano la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dall’infezione. Questi test forniscono un risultato definitivo già a 30 giorni dal comportamento a rischio.

Se decidi di fare il test, chiedi informazioni sul tipo di test che ti verrà fatto e sul relativo Periodo Finestra, in modo che non ti rimangano dubbi sulla validità del risultato.

Ho sentito parlare di test rapidi, di cosa si tratta?
I test rapidi offrono l’indubbio vantaggio di fornire l’esito in pochi minuti. In Italia sono ancora poco diffusi ma stanno iniziando a prendere piede. Oltre ai test rapidi che analizzano campioni di sangue, esistono test a risposta rapida su fluido salivare. Questi test hanno un Periodo Finestra equiparabile all’ELISA o ai Test Combinati a seconda della loro tipologia.
Da alcuni anni anche la LILA offre la possibilità di effettuare il test rapido presso alcune delle sue sedi e in altri luoghi di ritrovo.

Come leggere il risultato del test?
Il risultato è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (sieropositività all’HIV) e negativo se l’infezione non viene riscontrata (sieronegatività all’HIV). Il test non dà nessuna informazione sullo stato di salute: essere positivi al test vuol dire solo aver contratto il virus HIV e non che si è ammalati o ci si ammalerà di AIDS.

L’assunzione di farmaci o sostanze stupefacenti può invalidare il risultato del test?
No, farmaci e sostanze stupefacenti non interferiscono con il test.

Chi fa il test ha diritto ad un sostegno psicologico?
Nei centri pubblici, a differenza dei laboratori privati, è prevista per legge l’opportunità di ricevere informazioni e sostegno attraverso colloqui effettuati con personale esperto, sia prima che dopo il test, in un luogo possibilmente protetto e senza presenze estranee. Se questo servizio non ti viene offerto, è tuo diritto farne richiesta.
I colloqui sono finalizzati a valutare se è stato realmente corso un rischio, a fornire informazioni corrette sull’HIV, a sostenere le persone risultate positive al test.
Questo servizio è offerto anche dalla LILA e dalle altre associazioni che propongono il test.

Come viene tutelata la privacy di chi fa il test?
Alcuni centri effettuano il test in forma anonima, altri in forma riservata: nel primo caso non viene richiesto alcun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per l’identificazione; nel secondo caso è necessario esibire un documento. Per tutti i dati anagrafici che verranno richiesti, sia nei laboratori pubblici che privati, il personale sanitario è vincolato dal segreto professionale e d'ufficio e deve adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a garantirne la massima riservatezza. L’identità della persona ed ogni informazione riguardante l'esecuzione ed il risultato del test HIV non possono essere in alcun caso divulgate.

Il risultato può essere comunicato a persona diversa da quella che ha effettuato il test?
No. Il risultato dovrà essere consegnato esclusivamente alla persona che si è sottoposta al test e la comunicazione non dovrebbe avvenire mai per lettera o per telefono. La persona che fa il test può però autorizzare il medico a riferire il risultato ad altre persone da lui o lei indicate. Questa autorizzazione deve essere sempre data per iscritto.

È possibile essere sottoposti al test senza il proprio consenso?
Assolutamente no. Il test è volontario e nessuno può essere sottoposto al test senza il suo consenso esplicito ed informato. Affinché il consenso sia valido, la persona deve essere stata informata a riguardo (a cosa serve il test e come funziona) con un linguaggio chiaro e comprensibile.

In caso di ricovero ospedaliero i pazienti possono essere sottoposti al test a loro insaputa?
No, anche in questo caso è necessario il consenso scritto del paziente o della paziente che devono essere sempre informati e possono sempre rifiutarsi di fare il test. Ciò vale per qualsiasi trattamento medico o diagnostico, non solo per il test per l’HIV.

Sono minorenne. Come faccio a fare il test? Cosa prevede per me la legge?
La legge prevede che il consenso sia a carico dei tuoi genitori o di chi esercita la patria potestà. Se hai corso un rischio e non vuoi comunicare ai genitori la decisione di fare il test, la prassi è quella di prendere in considerazione la tua richiesta ed eventualmente chiedere l’autorizzazione al Tribunale dei minori. Se hai più di 16 anni, sarà valutata la possibilità di eseguire il test con il tuo consenso, coinvolgendo i tuoi genitori solo a seguito dell’eventuale risultato positivo.

È possibile acquistare il test HIV in farmacia?
Se sei maggiorenne puoi acquistare in farmacia un autotest per l’HIV, un test rapido che prevede l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e fornisce un risultato in 15 minuti. Il Periodo Finestra è di 3 mesi. Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo) è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria.
La possibilità di fare il test in autonomia, la riservatezza, la rapidità dei risultati, sono aspetti allettanti, ma è bene tener presente che i test fai-da-te privano la persona del supporto medico e psicologico che le strutture sanitarie forniscono. Se vuoi puoi farti sostenere dalla Lila, abbiamo un servizio gratuito di counseling e di supporto all’autotest: staremo con te a distanza durante l’effettuazione del test; puoi scegliere la modalità telefonica oppure online attraverso la piattaforma Zoom.

Una volta fatto il test, in caso di esito negativo, non ci si deve più preoccupare di adottare comportamenti sicuri?
Il test non ha valore di prevenzione: qualsiasi sia l’esito, i comportamenti da adottare sono gli stessi (rapporti sessuali sicuri e non utilizzare siringhe in comune).

 

Vivere con l’HIV

Esiste una cura per l’HIV?
Le terapie oggi disponibili non sono ancora in grado di eliminare l’HIV dall’organismo ma ne riducono la quantità a un livello molto basso, permettendo di prevenire i danni che il virus rischia di causare. Oltre a sostenere lo stato di salute, la terapia riduce il rischio di trasmissione del virus ad altre persone: più è bassa la quantità di virus nell’organismo, minore è il rischio. Se la terapia è efficace, la quantità di virus è talmente ridotta da eliminare completamente il rischio di trasmissione.

Qual è l’aspettativa di vita di una persona con HIV?
Se l’infezione viene diagnosticata precocemente e la terapia viene seguita con successo, l’aspettativa di vita è paragonabile a quella della popolazione generale. Grazie alle terapie, l'infezione da HIV è oggi considerata una patologia cronica.

In cosa consiste la terapia anti-HIV?
Ad oggi sono disponibili oltre 20 farmaci in grado di contrastare la replicazione dell’HIV, che a seconda del meccanismo d’azione sono suddivisi in diverse classi. Affinché la terapia anti-HIV sia efficace, occorre combinare diverse classi di farmaci, per questo motivo si parla di terapia antiretrovirale di combinazione.

Cosa comporta seguire la terapia?
La terapia richiede l’assunzione quotidiana di farmaci secondo le prescrizioni mediche. I farmaci sono efficaci solo se assunti correttamente, nei tempi e nei modi indicati; saltare le dosi o ritardarne l’assunzione per un certo periodo di tempo potrebbe addirittura peggiorare la situazione e rendere il virus resistente ai farmaci.
Uno stile di vita sano contribuisce in modo rilevante a ottimizzare i benefici della terapia e a contrastarne gli effetti collaterali.

Quando è opportuno iniziare la terapia?
Le sperimentazioni cliniche condotte fino ad oggi hanno evidenziato i vantaggi associati all'inizio precoce della terapia, dunque le attuali Linee Guida del Ministero della Salute raccomandano di iniziare al più presto, indipendentemente dal quadro immuno-virologico.

Quando si segue la terapia è importante praticare sesso sicuro?
Il fattore che più di tutti incide nella trasmissione del virus è la viremia (o carica virale), ossia la quantità di virus presente nei liquidi biologici della persona con HIV: più è alta, maggiore è il rischio di trasmissione. Generalmente la viremia è molto alta nelle settimane immediatamente successive al momento in cui si è contratto il virus, mentre è molto bassa o nulla nelle persone che seguono la terapia antiretrovirale.
La ricerca scientifica ha dimostrato che una persona con HIV, che segue regolarmente la terapia e ha una carica virale non rilevabile, non trasmette il virus e dunque non è necessario adottare alcuna precauzione. Naturalmente, se la terapia non ha abbattuto stabilmente la carica virale, rimane necessario praticare sesso protetto e sicuro per evitare la trasmissione del virus ad altre persone.

Le persone con HIV possono diventare genitori?
Sì. Innanzitutto è necessario sapere che l’HIV può essere trasmesso ai figli solo dalla madre (durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno) e non direttamente dal padre. Se la donna è in terapia e ha una carica virale non rilevabile, il rischio di trasmissione è estremamente remoto. Se la terapia non viene iniziata per tempo o non si dimostra efficace, il ricorso al parto cesareo e all’allattamento artificiale permette comunque di ridurre al minimo il rischio.

Come si può evitare di infettare il/la partner al momento del concepimento?
Se la persona con HIV è in terapia e ha una carica virale irrilevabile, è possibile concepire per via naturale senza correre rischi.
Altrimenti è possibile ricorrere ad alcune tecniche mediche: se è la donna ad avere l’HIV, è sufficiente inserire lo sperma del partner nella vagina, evitando così il contatto sessuale (inseminazione artificiale o più semplicemente auto-inseminazione con una siringa senza ago); se è l’uomo ad avere l’HIV, è possibile ricorrere al lavaggio dello sperma e procedere con l’inseminazione artificiale.

Una persona con HIV ha l’obbligo di dichiararlo ad altre persone?
No, non esiste alcun vincolo legale che obblighi a comunicare la positività all’HIV ad altre persone.
La legge 135/90 tutela la privacy delle persone con HIV/AIDS.

E ai partner sessuali?
No, non è obbligatorio neanche in questo caso, ma a condizione che la persona con HIV non esponga il partner o la partner ad alcun rischio: se è in terapia e ha la carica virale irrilevabile, il rischio è nullo; altrimenti dovrà adottare le dovute precauzioni per proteggere i rapporti sessuali. Diversamente, l’assenza della comunicazione può avere conseguenze penali in caso di contagio.

E al medico di base o ad altri operatori sanitari?
Non è necessario informare il medico di famiglia, il dentista né altri specialisti. Per legge gli operatori sanitari hanno l’obbligo di adottare norme igieniche generali che proteggono sia loro che i pazienti dal rischio di contrarre infezioni, a prescindere dalla conoscenza dello stato sierologico di chi hanno davanti. In alcuni casi potrebbe tuttavia essere utile informarli, nell’interesse della persona con HIV.

Un medico può rifiutarsi di assistere una persona con HIV/AIDS?
Nel servizio pubblico, gli operatori sanitari sono obbligati per legge a prestare la necessaria assistenza. Il rifiuto o la messa in atto di trattamenti discriminatori possono essere perseguiti per legge per mancato rispetto di un diritto garantito dalla Costituzione: il diritto all’assistenza e alle cure sanitarie (art. 32).
I liberi professionisti e le strutture private possono invece rifiutare un paziente o una paziente, ma in caso di intervento urgente sono obbligati ad intervenire per non incorrere nel reato di omissione.

Per quanto riguarda il lavoro, una persona con HIV può esercitare qualunque tipo di professione?
Sì, lavorare è un diritto e la Costituzione italiana, leggi nazionali e norme internazionali tutelano il diritto al lavoro da ogni forma di discriminazione, anche per motivi di salute e per l’HIV.
La presenza sul luogo di lavoro di persone con HIV non è un rischio per la sicurezza e se c’è un rischio professionale, vi è l’obbligo di adottare precauzioni universali (ad esempio guanti e mascherina per gli operatori sanitari).
Attualmente, l’unico ambito precluso alle persone con HIV è quello militare.

Le persone con HIV hanno diritto ad agevolazioni?
L’infezione da HIV non dà diritto ad agevolazioni, ma qualora le condizioni di salute siano provatamente compromesse, è possibile richiedere alcuni benefici (assegno di invalidità, pensione di inabilità, invalidità civile).

Quali sono le principali difficoltà che le persone con HIV si trovano a dover affrontare?
Ricevere la diagnosi di HIV è per molte persone un’esperienza traumatica e difficile da affrontare. Le preoccupazioni non riguardano solo lo stato di salute, ma anche la sfera sociale e relazionale.
Sull'HIV c'è ancora tanta disinformazione e i pregiudizi sono talmente diffusi e radicati da portare molte persone a nascondere la propria condizione per paura di non essere accettati o di subire discriminazioni.

 

Per saperne di più
Se la tua domanda non fosse tra quelle elencate o la risposta che abbiamo riportato non chiarisse fino in fondo i tuoi dubbi, non esitare a contattarci!

LILA Helpline: trovi i numeri dei centralini LILA che puoi chiamare ogni giorno per ricevere informazioni, ascolto e orientamento ai servizi.

LILAChat: il forum della LILA dove porre domande, scambiare informazioni ed esperienze, confrontarsi sulle problematiche connesse all’HIV.

 

[ultimo aggiornamento: giugno 2023]

 

Allegato: opuscolo "HIV/AIDS: + risposte - dubbi"
appositamente pensato per offrire informazioni chiare e complete al mondo giovanile.

Aggiornamento testi a cura di Patrizia Perone, 2022.
Progetto grafico Cliccaquì - Roma.
Illustrazioni Alessandra Pagano.

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