HIV e COVID

Hiv e CovidLa stessa differenza che c’è tra Hiv e Aids, c’è anche tra SARS-CoV-2 e COVID-19: SARS-CoV-2 è il nome di un ceppo virale della specie coronavirus, scoperto intorno alla fine del 2019; COVID-19 è il nome della sindrome causata dal virus.
Come per tutto ciò che riguarda il nuovo coronavirus e la sindrome correlata, anche i dati relativi all’impatto sulle persone con Hiv sono troppo recenti per essere definitivi. Tuttavia, alcuni elementi sembrano essere ormai chiari.

In generale, rispetto alla popolazione generale, le persone con HIV in buona salute, con un numero di CD4 maggiore di 500 e con carica virale soppressa, sembrano avere gli stessi rischi di contrarre il SARS-CoV-2 e di sviluppare forme gravi della malattia.
Secondo gli studi fin qui condotti, a comportare un rischio più elevato di esiti gravi o di mortalità nelle persone con HIV colpite dal COVID, possono essere principalmente:

  • un’infezione da HIV non controllata dalle terapie,
  • uno stato di compromissione avanzato del sistema immunitario (CD4<350),
  • una situazione di comorbidità aggiuntive (ipertensione, malattie cardiovascolari, patologie polmonari croniche, obesità e diabete).
  • Altri elementi che possono complicare il decorso del COVID sono, come per tutti, un’età avanzata (oltre i 60/65 anni) e l’essere fumatori o fumatrici.

 
Terapie anti-Hiv e COVID
Norme di prevenzione contro il contagio da SARS-CoV-2
Sesso e COVID
Consigli per le persone che fanno uso di droghe
Vaccini anti-COVID e HIV
Altri vaccini raccomandati
Sintomi: che fare?

 

Terapie anti-Hiv e COVID

La mancata assunzione della terapia anti-Hiv e/o la mancata soppressione virologica sono dunque considerati fattori di rischio. Un motivo in più per iniziare subito la terapia o per continuarla senza interruzioni, ricordando sempre di assumere i farmaci nei tempi e nelle dosi indicate dal medico infettivologo.
Alcuni studi hanno cercato di capire se le terapie antiretrovirali per l’Hiv potessero avere un potere protettivo anche rispetto al COVID ma, per ora, non ci sono prove a sostegno di questa ipotesi.

 

Norme di prevenzione contro il contagio da SARS-CoV-2

Le raccomandazioni per proteggersi da questa infezione sono ormai definite e valgono per tutti, comprese le persone che vivono con l’Hiv. Nei momenti di maggiore emergenza, alcune di queste norme sono rese obbligatorie attraverso l’emanazione di diversi DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), ma, al di là dell’obbligatorietà o meno, si tratta comunque di comportamenti validi per prevenire il contagio:

  • evitare abbracci e strette di mano e mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro dalle persone non conviventi;
  • portare sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie (mascherine) e indossarli nei luoghi al chiuso e in tutti i luoghi all'aperto quando non possa essere garantita la distanza di sicurezza;
  • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca e lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o, in assenza, con soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  • pulire le superfici con acqua e sapone o comuni detergenti neutri per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con soluzioni a base di ipoclorito di sodio (candeggina/varechina) o alcol adeguatamente diluiti;
  • coprire bocca e naso con il gomito piegato o un fazzoletto quando tossisci o starnutisci e gettare immediatamente il fazzoletto usato.

Sul sito del Ministero della Salute puoi trovare una sezione dedicata alle norme di prevenzione e ai dispositivi di protezione: Come proteggersi dal nuovo coronavirus 

 

Sesso e COVID

Abbiamo ancora tanto da imparare sulla correlazione tra COVID e rapporti sessuali. Nelle persone con infezione da SARS-Cov-2, il virus è stato trovato anche nello sperma e nelle feci, ma non sappiamo se si possa diffondere tramite rapporti sessuali. Sappiamo che altri tipi di coronavirus non si diffondono facilmente per via sessuale, dunque il sesso non è probabilmente una via di trasmissione comune, ma il rischio non può essere escluso.
Il dipartimento per la salute di New York, città tra le più colpite al mondo dal SARS-Cov-2, ha diffuso una breve guida su come rendere il sesso più sicuro in questo periodo prolungato di emergenza pubblica. Si tratta, per ora, dell’unica guida al mondo dedicata all’argomento.
Le decisioni sul sesso e la sessualità devono essere bilanciate con le questioni di salute personale e pubblica, ma le persone dovrebbero e devono avere rapporti sessuali. Prendi in considerazione di utilizzare strategie di riduzione del danno per proteggere te stesso/a, i tuoi e le tue partner e la tua comunità.
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Consigli per le persone che fanno uso di droghe

Non condividere pipe, bong o joints, cannucce (per inalare/sniffare) e tutte le attrezzature per le iniezioni è una buona pratica in ogni situazione di uso di sostanze ma, per far fronte a questo particolare periodo di emergenza, il Network Internazionale di Persone che Usano Droghe (INPUD) ha elaborato una specifica guida con suggerimenti per la riduzione del danno per COVID.
La guida contiene una serie di consigli utili e pratici per ridurre il rischio di trasmissione del SARS-Cov-2, ma anche per prepararsi all’eventualità di un isolamento preventivo o di un’astinenza involontaria nel caso in cui la disponibilità della sostanza venga meno o si ammalino gli spacciatori.
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Vaccini anti-COVID e HIV

I vaccini costituiscono al momento l’unica arma disponibile per fermare la pandemia da COVID-19. I prodotti autorizzati in Europa sono, per ora, quattro: si tratta del vaccino di Moderna, del Comirnaty di Pfizer-Biontec, del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca, del monodose Janssen prodotto da Johnson & Johnson.
I protocolli di sperimentazione di tutti questi vaccini hanno incluso in fase tre anche persone con HIV. Il loro numero è stato troppo basso per rilasciare dati specifici ma non è emersa, comunque, nessuna criticità tra le persone con Hiv che hanno partecipato alla sperimentazione.
I vaccini anti-COVID riducono in modo rilevante i rischi di trasmissione del SArS- CoV2 anche se non li escludono totalmente. Le persone con Hiv, in particolare quelle con immunodeficienza più avanzata (CD4 <200) possono produrre risposte più deboli ad alcuni vaccini, ma attualmente non è noto se ciò si applichi anche ai vaccini contro SARS-CoV-2. È bene dunque continuare a rispettare le norme generali di prevenzione anche dopo la vaccinazione. Tuttavia, la capacità dei vaccini di prevenire decorsi gravi del COVID è molto alta. Per questo la vaccinazione delle persone con Hiv e il loro inserimento nelle fasce di priorità sono fortemente raccomandate da tutte le agenzie internazionali e dalle istituzioni sanitarie più prestigiose (OMS, UNAIDS, BHIVA, EACS, CDC). In Italia le persone con sistema immunitario molto compromesso sono state inserite nella prima fascia di priorità vaccinale. Tutte le altre sono state inserite nella quarta fascia, quella che precede gli under 60.
Qui puoi trovare ulteriori informazioni sui vaccini e sulle sperimentazioni che hanno coinvolto le persone con Hiv: Vaccini e Hiv: tutti gli aggiornamenti 

 

Altri vaccini raccomandati

A tutte le persone con Hiv è inoltre raccomandato di effettuare le vaccinazioni per l’influenza stagionale e la polmonite da pneumococco. 

 

Sintomi: che fare?

Se si presentano febbre, tosse o difficoltà respiratorie, restare in casa, non recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici ma telefonare al medico, al pediatra o alla guardia medica, oppure chiamare il numero verde regionale. Utilizzare i numeri di emergenza 112/118 solo in caso di effettiva necessità.
Per ulteriori informazioni contattare il Ministero della Salute al numero gratuito di pubblica utilità 1500, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

 

[ultimo aggiornamento: giugno 2021]