Dati aggiornati Hiv/Aids in Italia

Data: novembre 2022
Autore: ISS

La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta, segnalando un aumento dei casi rispetto allo scorso anno: sono 1770 le nuove diagnosi, pari a un’incidenza di 3,0 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti. L’anno precedente le segnalazioni erano state invece 1.303 con incidenza di 2,2 casi per 100.000 residenti. I casi segnalati restano, comunque, al di sotto dei duemila annui, lievemente più bassi di quelli del 2019 e in linea con il calo in corso dal 2012. Si sottolinea che nel 2020 e nel 2021 la sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e il Registro Nazionale AIDS hanno risentito dell’epidemia da COVID-19 che potrebbe aver comportato una sottodiagnosi e/o una sottonotifica.

L’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto all’incidenza media stimata tra le nazioni dell’Unione Europea (4,3 nuovi casi per 100.000). Nel 2021, le incidenze più alte sono state registrate nel Lazio, Valle d’Aosta, Toscana, Emilia-Romagna.

Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2021erano maschi nel 79,5% dei casi. L’età mediana era di 42 anni per i maschi e di 41 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 30-39 anni (7,3 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 30/39) e di 25-29 (6,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25/29); in queste fasce di età l’incidenza nei maschi era 3-4 volte superiore a quelle delle femmine. Nel 2021, la maggior parte delle nuove diagnosi erano attribuibili alla trasmissione sessuale e costituivano l’83,5% di tutte le segnalazioni (eterosessuali maschi 27,2%, eterosessuali femmine il 16,8%, MSM 39,5%), e quella attribuibile a persone che usano sostanze 4,2%.

Nel 2021 oltre un terzo delle persone con nuova diagnosi ha eseguito il test per sospetta patologia HIV o presenza di patologie correlate (39,8%). Altri motivi di esecuzione del test sono stati: rapporti senza profilattico (16,6%), comportamento a rischio non specificato (9,4%), accertamenti per altra patologia (6,9%), campagne informative e di screening (6,2%).

Dal 2015 aumenta la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS): nel 2021 il 44,5%, più della metà delle persone con una nuova diagnosi di HIV, è stata diagnosticata tardivamente con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 63,2% con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cell/μL. Una diagnosi HIV tardiva è stata riportata nei 3/4 degli eterosessuali maschi e quasi nei 2/3 delle eterosessuali femmine.

Nel 2021, è stato diagnosticato un caso di AIDS nella popolazione pediatrica e un caso di trasmissione verticale nella popolazione non pediatrica. La cospicua diminuzione dei casi di AIDS pediatrici può considerarsi l’effetto combinato dell’applicazione delle linee guida relative al trattamento antiretrovirale delle donne in gravidanza per ridurre la trasmissione verticale e della terapia antiretrovirale somministrata ai bambini con HIV.

Dal 2016 al 2021 si osserva una diminuzione di nuove diagnosi HIV in stranieri che passa da 1317 casi del 2016 a 515 del 2021. Nel 2021 gli stranieri costituiscono il 29,2% di tutte le segnalazioni. Il 62,7% di stranieri con nuova diagnosi HIV è costituito da maschi. Tra di loro il 57,9% di nuovi casi era costituito da rapporti eterosessuali (femmine 31,1%, eterosessuali maschi 26,8%).

Nel 2021 sono stati segnalati 382 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 0,6 nuovi casi per 100.000 residenti. La proporzione di persone con nuova diagnosi di AIDS è aumentata nel 2021 (83,0%) rispetto al 2020 (80,8%) ed era costituita da persone che hanno scoperto di essere HIV positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di AIDS.

Nel 2021 il 76,4% delle persone diagnosticate non aveva ricevuto una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS. La percentuale di persone a cui viene diagnosticata per la prima volta un'infezione da HIV contemporaneamente a una diagnosi di AIDS risulta essere nel 2021 del 28,5%, con proporzioni più alte nei maschi eterosessuali (41,0%) e nelle persone con età maggiore o uguale a 60 anni (47,4%). Il numero di decessi in persone con AIDS rimane stabile ed è pari a poco più di 500 casi all’anno.

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