Nel febbraio del 2014 ricevetti una telefonata dall'allora Presidente LILA Alessandra Cerioli che mi proponeva di partecipare a un convegno sul tema HIV e lavoro che avrebbe avuto luogo a Roma nel mese di maggio.
“Dovresti parlare di aspetti giuridici e pensavamo a un intervento a due voci con Massimo Oldrini”, mi disse Alessandra. Mi chiesi e le chiesi chi fosse Massimo Oldrini (a mia discolpa c'è da dire che all'epoca lavoravo un po' all'esterno di LILA) e iniziai subito a preparare il mio intervento, in vista del quale sentii ripetutamente Massimo per telefono e ci scambiammo documenti e slide via e.mail.
Il primo approccio con Massimo fu, dunque, molto professionale ed ebbi modo da subito di apprezzare la sua competenza. Ci intendemmo e il convegno andò benissimo: ho rivisto da poco la ripresa del nostro intervento e mi ha colpito come, senza che avessimo fatto alcuna prova, tutto fili senza intoppi. Da quella volta ho preso a partecipare ad assemblee e formazione e Massimo, ovviamente, c'è sempre stato.
Ma c'è sempre stato non soltanto come attivista LILA, ma come quella persona a tutto tondo che era.
I suoi interventi non mancavano mai di portare contributi approfonditi e ponderati, quale che fosse l'argomento dibattuto, e le sue intelligenza e ironia “condivano” i momenti di pausa. Ma la cosa che ricordo con più tenerezza è il suo modo di salutare con un abbraccio, tutte le volte che ci si incontrava. Non so bene spiegare perché, ma erano abbracci veri e intensi, molto diversi da quelli di circostanza che ci si scambia di solito.
L'ultimo, a Roma, ogni tanto lo rivivo e vorrei fosse durato di più. Allora ciao, Massimo, e un abbraccio da lontano.
Roberta