Newsletter 23 - settembre 2018

 

LILA Onlus - Lega Italiana per 

la LOtta contro l'Aids

Mercoledì 26 settembre 2018

Newsletter LILA.

Il governo alla prova dei diritti: intervista a Massimo Oldrini

intervista 

a Massimo OldriniI segnali arrivati dal governo in questi primi mesi di attività sul tema dei diritti e della solidarietà, non possono non interrogare anche la LILA.
Dal caso vaccini alla questione migranti, dalle bordate contro le unioni civili al tema droghe: non mancano i motivi di preoccupazione.

Ne parla in questa intervista il Presidente Nazionale della LILA, Massimo Oldrini. Per guanto riguarda lo specifico dell’HIV/AIDS, invece, occorre ripartire dal PNAIDS, il Piano Nazionale Aids approvato ormai un anno fa.

“Subito un incontro con la Ministra della Salute Grillo” è l’appello della LILA.




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Epatite C: resta il monopolio di Gilead sul Sofosbuvir. Bocciato il ricorso di MSF. Protesta anche la LILA.

monopolio di GileadLo scorso 13 settembre l’ufficio Europeo dei brevetti ha deciso di confermare il monopolio della Gilead Sciences sul Sofosbuvir, il farmaco che permette la cura e l’eradicazione dell’epatite C.
Per ora, dunque, in Europa, non sarà possibile l’accesso a versioni generiche e meno costose del farmaco.

Ad avanzare opposizione contro il monopolio del brevetto erano state, nel marzo 2017, Medici Senza Frontiere e altre organizzazioni della società civile con l’obiettivo di rimuovere le barriere, principalmente economiche, che impediscono, tuttora, un accesso al trattamento a chiunque sia colpito dall’infezione.

Alle preoccupazioni di MSF si associa anche la LILA: “decisione grave, il diritto alle cure non può essere subordinato al volere delle Company”.

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La regione europea dell’OMS verso il target “90-90-90”?

909090La regione europea dell’OMS si va avvicinando all’obiettivo UNAIDS “90-90-90” che, entro il 2020, punta a diagnosticare il 90% di tutti i casi di HIV, ad assicurare almeno al 90% di tutte le persone diagnosticate l’accesso alle terapie ART e a far sì che il 90% di loro raggiunga la soppressione della carica virale. Tale obiettivo è giudicato necessario per conseguire la sconfitta dell’AIDS entro il 2030. Tuttavia, tra i 55 stati in esame si registrano allarmanti differenze tra i livelli di diagnosi e continuità delle cure, motivo per cui gran parte dei paesi della macro-regione sono chiamati a sforzi aggiuntivi per centrare il target.

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Undetectable=Untransmittable: la forza del messaggio diventa globale

Undetectable=UntransmittableSi rafforza e si espande in tutto il mondo il messaggio Undetectable=Untransmittable, Non rilevabile=Non trasmissibile, vale a dire: le persone con HIV che, grazie alle terapie, raggiungono livelli non rilevabili di carica virale, non trasmettono il virus.

Dalla Conferenza mondiale sull’Aids svoltasi ad Amsterdam sono arrivate ulteriore conferme a sostegno di questa rivoluzionaria evidenza scientifica che sta cambiando la vita delle persone con HIV e le sorti della prevenzione (studio PARTNER 2).

Proprio ad Amsterdam, Prevention Access Campaign, promotore della campagna internazionale U=U, ha presentato un video dedicato al tema e a tutte le iniziative nazionali che hanno aderito all’iniziativa. Tra queste anche la campagna della LILA “Noi possiamo”.

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Troppe barriere al test per l’HIV: riflessioni da uno studio USA

testLa fruizione e l’accesso al test per l’HIV continuano a essere fortemente ostacolate da troppe barriere di ordine amministrativo, culturale, economico, in Italia come in altri paesi del mondo.

Tali ostacoli sono diversi, ovviamente, da paese a paese rispecchiando sia le differenti modalità di offerta da parte dei servizi sanitari nazionali, sia le differenti criticità socio-culturali.

Tuttavia, uno studio condotto da un gruppo di ricercatori coordinati da Brandon Brown, professore associato di medicina sociale, popolazione e sanità pubblica presso la Riverside's School of Medicine, Università della California, fornisce spunti interessanti per una riflessione generale, anche sul nostro paese.

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PrEP subito: dall’OMS anche un App per incrementarne l’uso

PrEPLa comunità scientifica mondiale e le agenzie internazionali riconoscono ormai la PrEP, la Profilassi Pre-Esposizione come un metodo sicuro ed efficace per la prevenzione primaria dell’HIV in persone sieronegative a elevato rischio d’infezione.

UNAIDS, nel suo piano strategico 2016-2021, indica la necessità di raggiungere con la PrEP almeno tre milioni di persone l’anno, mentre L’OMS ha reso disponibile un’APP gratuita, "Oral PrEO Tool app" volta a fornire strumenti rapidi per l’implementazione della PrEP.

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