massimo

Ciao Massimo

Nella notte tra il 20 e il 21 gennaio , il nostro amato Massimo se n’è andato lasciandoci pieni di dolore e di lacrime ma anche riconoscenti e orgogliosi per l’enorme eredità che ci consegna. Se ne va un amico insostituibile, una persona generosa, coraggiosa e gentile, cuore e mente della LILA in tante battaglie storiche per i diritti delle persone con HIV e non solo. Ricordiamo, con gli amici di altre associazioni, anche il suo impegno per la dignità delle persone che consumano droghe, per tutti i gruppi vulnerabili e discriminati.

Massimo Oldrini, 61 anni, è stato un punto di riferimento per tutti noi sin dagli anni ‘90 quando, dopo esserne stato utente, divenne attivista di LILA Milano e fu tra le prime persone con HIV a rendersi visibile sfidando stigma, pregiudizi e discriminazioni per riscattare la dignità di tanti e tante ma anche impegnandosi per il diritto alla prevenzione. Fin da quegli anni, partecipa alle lotte per una piena attuazione della legge 135/90 e per l’arrivo in Italia dei farmaci antiretrovirali; nel 1996 lo ricordiamo tra coloro che si incatenarono sotto Farmindustria, iniziativa che fu determinante per sbloccare quella complicata vertenza.

A lungo conduttore dei gruppi di auto-aiuto, dal 1997 fu presidente della LILA di Milano e, dal 2015, Presidente della LILA Nazionale, impegnandosi per la diffusione del messaggio U=U e per il riconoscimento di questa cruciale evidenza scientifica anche da parte dell’Italia. Componente della sezione M del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute, di cui è stato anche Presidente, in prima linea per l’introduzione in Italia della PrEP, Massimo ha dato un contributo determinante alla stesura del primo Piano Nazionale AIDS ed è stato tra i più strenui sostenitori della necessità di aggiornare l’attuale legge sull’HIV/AIDS, contribuendo ad individuarne le direttrici più avanzate.

Fino alla fine non ha però mai lasciato indietro la relazione con le persone, dal counselling, al testing, al servizio TelePrEP, all’impegno contro tutte le discriminazioni.

Caro Massimo, il tuo esempio, il tuo carisma, la tua intelligenza e la tua immensa umanità, la tua integrità, non possono non aver lasciato una traccia profonda in chiunque ti abbia amato, conosciuto o solo incontrato. La tua vita è stata una piccola grande pagina di storia, una lezione, un abbraccio pronto e accogliente, un sorriso e noi non lo dimenticheremo e non ti dimenticheremo, ricordandoti anche con il nostro impegno.

Un abbraccio forte e tutto il nostro amore a Patrizia, alla piccola Mirta, a Cristina, alla loro mamma Maria Grazia e alla zia Mariuccia.
La LILA tutta.

 

Giusy Giupponi

Ciao Massimo, quando penso a te, penso a un mondo di opportunità, di possibilità per rendere la vita di ognuno di noi migliore. Questo ci hai insegnato con la tua dolcezza, la tua empatia, la tua costante attenzione verso ognuno di noi e anche quando ti arrabbiavi lo facevi con determinazione  e con  dolcezza. I miei 25 anni in LILA con Te sono stati un grande dono e te ne sarò sempre grata per tutto ciò che mi hai insegnato.

Un mondo di bene dalla tua Giusina come amavi chiamarmi Tu

(Presidente LILA Nazionale dal 2022) 

Lella Cosmaro

Ciao Massi,

la mia storia di vita e di lavoro alla LILA si sono legate alla tua 31 anni fa. Abbiamo attraversato insieme 1000 ostacoli e abbiamo vissuto momenti felici che porterò sempre nel mio cuore. Sono state la tua dolcezza, la tua passione instancabile e la tua forza a ispirare e motivare in tutti questi anni il mio impegno alla LILA e a nutrire il nostro legame profondo; ti sei portato via anche un pezzo di me.

Lella

LILA Milano

Siamo stati per trent'anni tuoi amici e amiche, colleghi e colleghe. LILA Milano è stata il tuo ufficio, la sede di infinite riunioni, feste natalizie, progetti e interventi e formazioni. Insieme a te, in tutto questo tempo, abbiamo riso, ci siamo incazzati e poi scazzati, abbiamo portato avanti battaglie, condiviso pensieri e proposte e soluzioni. Fortunati e fortunate ad averti avuto così vicino. Manchi e mancherai. Tanto tanto. Non riusciamo a dirti quanto.

Ciao, Massi

Laura Supino

E così Massimotto, dopo un mese e più che scrivo di te per la nostra LILA e che mi commuovo ogni volta che arriva un messaggio in tuo ricordo o che guardo le tue foto sul sito, ti scrivo anche io. Mi salgono mille ricordi e non ci posso ancora credere…Mi scopro arrabbiata e mi dico: “Ma che cazzo amico mio! Con tutti gli stronzi che girano perché proprio tu?”

Di vista ti conosco da quando  eravamo in LILA, primi anni ’90: “ciao, ciao” quando ci si vedeva, stima ecc. Ma dal 2016 abbiamo lavorato fianco a fianco, ci siamo sentiti quasi tutti i giorni, ci siamo conosciuti meglio, abbiamo lavorato alla grande e ci capivamo al volo. Nel frattempo siamo diventati tanto amici, anche grazie a Patra e Crì. La tua gentilezza e generosità, la tua signorilità e la tua educazione mi hanno stupito, la tua generosità mi ha lasciato a bocca aperta ma, per come sono fatta io, di te ho ammirato, davvero tanto, l’intelligenza politica immensa di chi le cose non deve impararle perché già le conosce, avendole vissute ed elaborate giorno per giorno, dalla strada ai Ministeri. Il tuo modo di intendere la politica e l’attivismo erano quasi d’altri tempi: il bene comune, le persone, prima di tutto, la partecipazione, l’empatia e poi la pelle degli altri come fosse la tua... Il personalismo, il particolarismo, non sapevi cosa fossero, il tuo sguardo era sempre più in alto senza mai essere elitario.  Il tuo carisma era in questo, nella tua limpidezza, nella tua onestà, nella tua grandezza morale e personale, nella tua intelligenza e così sapevi insegnare, trasmettere, motivare. Eri un leader quasi senza volerlo e quando parlavi non lasciavi indifferente nessun*.  Sei stato una di quelle persone che cambiano davvero lo status quo, che sanno cambiare le persone,  i pensieri, le idee e volgerli in meglio. Valli a trovare quelli così!

Quanto mi mancherai amichetto mio. Quell’ultimo sorrisone che mi hai regalato non lo dimenticherò mai. Grazie di avermi onorata della tua amicizia

Laura

Sabrina Penon

Io arrivo in LILA Milano un tot di tempo fa: nel 2003 inizio il corso di formazione per i nuovi volontari. Il Massi apriva il corso. Non è stata in assoluto la prima persona LILA che ho incontrato ma è stato lui che mi ha catapultato, in pochi minuti, dentro il mondo LILA, agganciando il mio interesse e la mia curiosità. Ricordo ancora il suo sguardo, i suoi occhi blu: limpidi, onesti, veri. Ricordo il suo modo di rivolgersi a noi, semplice e diretto, ma nello stesso tempo autorevole, di chi sa bene di cosa parla e di chi si muove in “casa”, con agio ma con garbo e attenzione nei confronti di chi, in quella casa, ci stava mettendo i piedi per la prima volta. Ricordo il breve racconto del suo percorso di vita che lo ha portato a incontrare LILA Milano per poi diventare nel tempo una delle sue colonne portanti, e ricordo quanto ho trovato affascinante la semplicità ma nello stesso tempo intensità con cui condivideva momenti significativi della sua vita e strettamente intrecciati al suo essere approdato in LILA. E anche se ho una profonda stima della professionalità di Massimo, in queste settimane il suo ricordo è stato per me associato a tante piccole piccolissime cose, apparentemente banali e che con il nostro lavoro insieme c’entrano solo marginalmente.

Io e Massi al bar che beviamo un caffè: e lui che mi dice che quello zucchero integrale che gli chiedo di passarmi è finto. “Guarda”– mi dice -  e sgretola i chicchi di zucchero tra le dita mostrandomi come da marrone torna a essere bianco o giù di lì. Da allora, al bar, uso sempre lo zucchero bianco.

Quel modo che aveva di trovare buffi e improbabili appellativi per alcune persone, che mi facevano ridere tantissimo. E che trovavo, seppure mai cattivi o giudicanti, tantissimo comici e azzeccati e capaci di cogliere, in un attimo, un tratto assolutamente distintivo di quella persona.

Massi mi ha fatto scoprire l’esistenza del sedano rapa: non sapevo cosa fosse, mi è piaciuto, e mi ha pure detto che fa tanto bene (sapevatelo anche voi)!.

Massi che a fine giornata si affaccia alla porta del mio ufficio, nei primi periodi che lavoravo in LILA: “È tardi, Brì, vai a casa”,  e me lo dice in quel suo modo gentile, che si prende cura, senza essere invadente.

O ancora, i tanti momenti in questi anni in cui ho intercettato situazioni o persone che non riuscivo a comprendere o che mi mandavano in tilt. Sapevo che in quei casi era utile parlare col Massi per chiedergli cosa ne pensava: la sua capacità di ridimensionare, mettere a fuoco, semplificare, mi ha aiutato non so quante volte a far rientrare l’ansia e a sentirmi di nuovo nelle condizioni di sapere e potere gestire quel momento.

E poi le tante le occasioni che mi vengono alla mente in cui abbiamo condotto insieme degli interventi, più o meno formali, più o meno legnosi e istituzionali: era bello lavorare insieme, scambiarci i turni di parola. Spesso, guardarci intorno, magari un po’ perplessi e,  senza dire nulla, scambiarci uno sguardo complice.

Oppure quando il Massi arrivava da Roma per stare qualche giorno in sede, qui a Milano. E veniva nel mio ufficio, si sedeva e mi chiedeva “Brì, come va? E Mauro e Matteo?” e io chiedevo a lui come stessero Patra e Mirta, e così ce la raccontavamo un po’. Specie quando Mirta e Matteo erano ancora piccoli, è capitato spesso che mi chiedesse “Ma anche Matteo da piccolo faceva così?”, “Diceva così?”. Smortacciavamo per l’ennesima influenza dei bambini e ridevamo insieme raccontandoci a vicenda gli strafalcioni grammaticali delle prime parole, le prime verifiche a scuola o le nuove assurde passioni di gioco, sport, collezionismo, abbigliamento di Mirta e Matteo.

Ho pensato a lungo se e cosa avrei potuto dire oggi. Tutto troppo banale o troppo retorico o triste o riduttivo. Niente di adeguato. Del ruolo di Massimo come attivista e come persona impegnata, professionalmente e umanamente, nel mondo istituzionale e non dell’HIV, è stato detto tanto. E probabilmente ci sarebbe altrettanto e ancora di più da dire. Anche da parte mia.

Ma a me sono venute in mente piccole piccolissime cose. Come delle istantanee di tanti brevi momenti di vita insieme che, se le penso, il Massi è come se fosse ancora qui, con me. E quindi va bene così.

Brì

Roberta Di Maggio

Nel febbraio del 2014 ricevetti una telefonata dall'allora Presidente LILA Alessandra Cerioli che mi proponeva di partecipare a un convegno sul tema HIV e lavoro che avrebbe avuto luogo a Roma nel mese di maggio.

“Dovresti parlare di aspetti giuridici e pensavamo a un intervento a due voci con Massimo Oldrini”, mi disse Alessandra. Mi chiesi e le chiesi chi fosse Massimo Oldrini (a mia discolpa c'è da dire che all'epoca lavoravo un po' all'esterno di LILA) e iniziai subito a preparare il mio intervento, in vista del quale sentii ripetutamente Massimo per telefono e ci scambiammo documenti e slide via e.mail.

Il primo approccio con Massimo fu, dunque, molto professionale ed ebbi modo da subito di apprezzare la sua competenza. Ci intendemmo e il convegno andò benissimo: ho rivisto da poco la ripresa del nostro intervento e mi ha colpito come, senza che avessimo fatto alcuna prova, tutto fili senza intoppi. Da quella volta ho preso a partecipare ad assemblee e formazione e Massimo, ovviamente, c'è sempre stato.

Ma c'è sempre stato non soltanto come attivista LILA, ma come quella persona a tutto tondo che era.

I suoi interventi non mancavano mai di portare contributi approfonditi e ponderati, quale che fosse l'argomento dibattuto, e le sue intelligenza e ironia “condivano” i momenti di pausa. Ma la cosa che ricordo con più tenerezza è il suo modo di salutare con un abbraccio, tutte le volte che ci si incontrava. Non so bene spiegare perché, ma erano abbracci veri e intensi, molto diversi da quelli di circostanza che ci si scambia di solito.

L'ultimo, a Roma, ogni tanto lo rivivo e vorrei fosse durato di più.  Allora ciao, Massimo, e un abbraccio da lontano.

Roberta

Alessandra Cerioli

Compagno di lotte amico fonte d’ispirazione….e tanto altro potrei continuare all’infinito! Che coppia di attivisti siamo stati  Io sempre agitata e aggressiva tu calmo e paziente che mi facevi ragionare! Ricorderó per sempre le nostre telefonate strategiche “Ciao Lale ti disturbo stellina  Ci lasci tanto hai lasciato il segno e sarai sempre con noi.

(Presidente LILA 2008-2015)

Leopoldo Grosso e il Gruppo Abele

Ciao Massimo,
insieme al grande compagno di lotta per i diritti delle persone più fragili e al prezioso Presidente della Lila, porteremo dentro di noi la tua rigorosa onestà intellettuale e i tuoi modi, gentili e sempre accoglienti. 
Ci mancherai molto.
Leopoldo e il Gruppo Abele

Mariella Orsi

Che grave perdita la morte di Massimo. Lo ricorderemo sempre per il suo attivismo e per la lotta contro ogni forma di discriminazione.
Lo terremo caro, accanto a noi, insieme con gli amici che ci hanno lasciato ma sulle cui orme camminiamo senza sosta.
Mariella Orsi 

(Sociologa, Firenze)

Forum Droghe

Ci ha lasciato Massimo Oldrini, attivista per i diritti delle persone con HIV e Presidente della LILA di Milano e nazionale. 

Perderti, Massimo, è un grande dolore per noi tuttə. È stato importante averti a fianco in tante battaglie, la tua voce, il tuo impegno, la tua limpida e coraggiosa radicalità sulle cose importanti e, insieme, la tua disponibilità e gentilezza nel ragionare insieme, per essere più forti, ci mancheranno.

Tu hai saputo fare la differenza nelle nostre lotte: nella battaglia contro lo stigma e per i diritti delle persone con HIV, e di quelle che usano droghe, per il diritto alla salute e alla cura, mai scisso dal diritto alla dignità e alla parola. Un attivismo senza paura di mostrarsi, il tuo, giocato tutto in prima persona, senza concessioni ad alcun opportunismo. Ti ricordiamo nelle innumerevoli riunioni e nel tempo vissuto insieme, quando si trattava di costruire reti, avere voce, trovare strategie per politiche migliori e non repressive, mettere insieme pezzi che faticavano a parlarsi. Ti ricordiamo, però, e insieme a questa capacità da ‘costruttore’, anche a presidiare, con la tua determinatezza, con decisione e con forza le soglie al di sotto delle quali nessuno dovrebbe mai essere costretto: quelle dei diritti, del rispetto, dell’autodeterminazione.

Ci mancherai, Massimo. E ci sarai sempre caro.

Tutti e tutte noi di Forum Droghe

Maria Grazia Pompa

Sebbene con Massimo non ci vedessimo da molti anni circa otto, credo, lui è tra quelle persone che hanno arricchito professionalmente e umanamente il mio percorso al Ministero. Con Massimo ho avuto contrasti e confronti, sempre costruttivi, leali e anche empatici. Non sapevo della sua malattia e mi addolora che lui abbia dovuto affrontare anche questa battaglia, oltre a tutte quelle che ha avviato, guidato e condotto con passione a beneficio non solo dei malati di AIDS ma in difesa dei diritti civili di tutti.

Faccio le mie condoglianze alla sua famiglia e a tutti i componenti della Consulta che ho avuto modo di conoscere e che portano avanti anche le sue idee.

Ciao Massimo, fai buon viaggio e che la terra si ti sia lieve.

Maria Grazia Pompa

Tommaso Pilato

Caro massimo apprendo oggi che ci hai lasciato! Mi rimane il triste ricordo di trent'anni di battaglie in Consulta sopratutto per il potenziamento della Comunicazione e della Prevenzione…..spesso fatte contro i mulini a vento.

Non ho avuto il tempo di salutarti per i consueti auguri di Natale e me ne dispiaccio. Che la terra ti sia lieve!

LILA Cagliari

Ieri ti abbiamo accompagnato in una fredda e piovosa sera come solo certe giornate romane sanno essere. Addolorati ma con il cuore pieno di gratitudine e amore. Avere incrociato la tua strada è stato un dono per noi, per tutta la LILA, il tuo coraggio e la tua lealtà ci faranno sempre da guida. Ti terremo stretto dentro di noi per non perdere nulla dei ricordi che ci legano e ci incoraggiano ad andare avanti.

Grazie Massimo

Enzo Carbone

Fratellino caro,
gemma preziosa dall’inaudita bellezza
Ti porterò nel blu della sardegna che ci ha visto, nel tempo, felici
nelle bandiere nerazzurre che ci han fatto sognare,
Ringraziare voglio le mille coincidenze magiche
che ci hanno fatto incontrare una volta e, quindi, per sempre
penso alla cassèla che mai assaggerò,
ai chewing gum nella maschera da sub
ai bicchieri incrociati, ai labirinti delle volute di fumo,
alla superba festa in piscina, tra i fenicotteri rosa
alle carezze che più dolci non ho mai visto
ciao fratellino,
ti tengo con me, come posso,
ma stretto e vicino.

Rosaria Iardino

Un abbraccio immenso alle sue donne con una tristezza nel cuore immensa,

Rosaria Iardino

(Fondazione The Bridge)

Michele e LILA Trentino tutta

Ciao, Massi.
Grande dolore per la perdita, infinita riconoscenza per ciò che oltre trent'anni fa hai generosamente regalato a me e alla Lila Trentino, come originale e straordinario "padrino" dei nostri gruppi di automutuoaiuto e ispiratore dello spirito e dello stile della nostra sede.
Grazie, generoso, attento, gentile, coraggioso, indimenticabile amico!

Plus APS

Le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Massimo, una delle figure di riferimento per la lotta contro l’HIV in Italia

Il Presidente Sandro Mattioli, Bologna

Plus Roma

Plus Roma esprime la sua vicinanza a Patrizia e alla famiglia per la perdita di Massimo. Vogliamo ricordarlo per il suo instancabile impegno contro ogni forma di stigma e pregiudizio. Personalmente porterò sempre con me il ricordo della sua gentilezza e la gratitudine per avermi incoraggiato a dedicarmi con impegno civile al miglioramento della qualità della vita delle persone che vivono con HIV e alla promozione del diritto alla salute per tutti e tutte. Con immenso affetto.

Il Presidente, Filippo Leserri

Lina Calluso

Nulla può lenire il dolore di un'assenza così importante per tutti, Massimo era forte e carismatico ma anche sensibile e disponibile.
33 anni di vita associativa con lui sono una vita, lascia tracce indelebili, che sarà presente anche nell'assenza.
Il ricordo, fra i tanti che non lenisce il dolore, risale al 92, io ero appena entrata in Lila, avevo le difficoltà, le timidezze, dei pricipianti, di coloro che iniziano un cammino importante, lui, fra tutti, lo ha reso facile. 
Accogliente, dolce, disponibile, aveva capito le mie fragilità ma colto la mia capacità di lavorare per gli altri. 
Molte delle cose che ho fatto e di quella che sono oggi è dovuto all'incontro con Massimo. È stata la persona con cui, in quel gruppo di ribelli e combattivi, dell'inizio degli anni '90 in Lila, mi sono intesa subito, perché aveva qualcosa in più, quando si toglieva la corazza e lo faceva spesso, diventava carezza dell' anima e scioglieva tutte le paure dell'altro. Probabilmente, senza di lui, non sarei riuscita a resistere alle difficoltà che in tutti questi anni abbiamo dovuto affrontare. Nei momenti complicati, spesso, ho pensato che se lui era forte potevo esserlo anche io. Grazie Massimo per esserci stato sempre e sempre ci sarai. 
Lina❤️

(LILA Bari) 

LILA Bari

Siamo molto addolorati per la perdita del caro Massimo. Un forte abbraccio

Lina, Nicola e gli amici della LILA di Bari.

Filippo Manassero

Topino bello,
sei stato tantissime cose e lo sei stato per tantissime persone. Non tutte le cose per tuttə: con alcunə su livelli intimi ed esclusivi, con altrə sulla condivisione dell’attivismo e delle lotte sociali, con altrə ancora vestendo la divisa istituzionale di un ruolo. Ma una cosa precisa è stata trasversale a tutti i diversi livelli: l’affermazione e l’esempio del potere del libero arbitrio, che tutti e tutte agiamo continuamente, anche se non sempre con consapevolezza.
A guardare la tua vita e la tua morte, si potrebbe dire che sia stata dura, ingiusta, piena di accadimenti con un peso specifico inaccettabile. Ma, osservandola senza i filtri del giudizio, senza quella mente duale di cui siamo ostaggio e che separa costantemente in giusto e sbagliato, bello e brutto, buono e cattivo, ecco che la tua vita e la tua morte restituiscono unicamente la naturale complessità dell’esistere e tutta la bellezza dell’Essere.
Tutto il coraggio e la fatica del crescere e dell’attraversare gli eventi, imparando e affinando sempre meglio la capacità di sintonizzarti nel profondo alla tua personale e autentica risposta, invece di farti trascinare dalla reazione istantanea che quella mente impaurita e cieca sposa nell’illusione di poter controllare la vita.
Tu, come noi, non avevi super poteri, e sono certo che il tuo continuo fare un passo indietro rispetto alle istanze dei ruoli che vestivi nasceva proprio dal fatto che, per te, era importante rivendicare la tua umanità nel senso più profondo del termine, con i suoi limiti, le sue incertezze e le sue paure. Per non creare distanze. Per non sentirti troppo solo. Affinché chiunque ti incontrasse potesse riconoscersi in qualche modo, potesse “vederti” come tu sapevi guardare loro: nudi, senza le divise del caso.
La tua vita sarebbe potuta essere tutt’altra storia. Completamente diversa. E se è stata quello che è stata, non è perché dal cielo è sceso qualcuno a cambiare le direzioni, ma solo perché hai usato al meglio il tuo libero arbitrio. Io penso che questo sia l’esempio più importante che hai saputo incarnare, quasi senza rendertene conto.
Mi dai la conferma e rafforzi la fede che avverto nel pensare che, al di là della percezione che possiamo avere attraverso la mente di tutte le immagini che compongono il film della nostra vita – che a volte non avremmo voluto e che a volte inutilmente tentiamo di respingere – nessuna di esse è mai spropositata nel suo peso rispetto a ciò che possiamo essere in grado di reggere.
Possiamo non accettarle e combattere per tutta la vita, come vittime degli eventi, oppure, al contrario, attraversarle, trasformarle e trasformarci in guerrieri e guerriere che non minacciano nessuno e di cui si avverte tutta l’autorevolezza, la bellezza e l’autenticità.
Il libero arbitrio. Che meravigliosa opportunità, quando la scelta è allineata alla propria anima e si traduce in una risposta consapevole, invece che in una reazione indotta dall’esterno.
Sono immensamente grato di aver fatto parte della tua vita e ti ringrazio per aver saputo “vedermi” e riconoscermi.

Filippo

(Presidente LILA Nazionale 2001-2008)

Onorevole Mauro D'Attis

“Esprimo il mio più sincero cordoglio per la scomparsa di Massimo Oldrini, attivista e presidente della Lila (Lega italiana per la lotta contro l'Aids). Ho collaborato con lui alla stesura della mia proposta di legge per il contrasto all’Aids, potendo apprezzarne le doti umane e la sensibilità. Non lo dimenticheremo”.

On. Mauro D'Attis, commissario regionale di Forza Italia

Gilead Sciences

A nome della direzione e di tutti i dipendenti Gilead, desidero porgere le più sincere condoglianze per la perdita di Massimo Oldrini. Il suo impegno e la sua dedizione per le persone che vivono con HIV e la comunità rimarranno una fonte di ispirazione per tutti. Siamo vicini alla sua famiglia e a voi tutti in questo doloroso momento.

Frederico De Silva, Amministratore delegato Gilead Sciences SRL 

Serena ed Adriano

Caro Max abbiamo avuto il privilegio di averti nelle nostre vite, anche se per una piccola manciata di anni.
Ti abbiamo vissuto nella malattia, nel tuo essere più vulnerabile e fragile. Ci hai insegnato la resilienza e la dignità nel vivere la malattia, e sempre con un sorriso.
Soltanto ieri sera aiutando Pat a riorganizzare tutti i messaggi di cordoglio abbiamo scoperto il grande uomo che sei stato, le battaglie che hai sostenuto e portato avanti, le lotte per i diritti delle persone sieropositive, e se oggi possono avere tutte queste tutele lo devono a te. Sei stato esempio di vita e di coraggio. Pat Mirta le persone non muoiono mai se le hai nel cuore. Puoi perdere la loro presenza, la loro voce… ma ciò che hai imparato da loro, ciò che vi hanno lasciato, questo non lo perderete mai! Prendiamo in prestito una frase di Ernest Hemingway per stigmatizzare la figura del nostro Max: la vita di ogni uomo finisce nello stesso modo, ma sono i particolari del modo in cui è vissuto e in cui è morto che differenziano un uomo da un altro e tu Max hai fatto la differenza.
Con sincero affetto e stima
Serena ed Adriano

Giovanni Guaraldi

Mi è dispiaciuto molto per Massimo. Ieri gli ho dedicato una lezione magistrale in memoriam al master su HIV di Andreoni a Roma. L'ho ricordato ai giovani colleghi spiegando l'importanza dell'attivismo. 

Giovanni Guaraldi, medico, Professore Università di Modena e Reggio Emilia

ITANPUD, Network italiano delle persone che usano droghe

Massimo Oldrini, presidente della Lila Nazionale e tra i soci fondatori di ITANPUD APS ha lasciato la vita terrena, lo ricordiamo pensando a quello che di lui porteremo sempre con noi: la sua grande eredità.

Massimo ci ha lasciato ..una grande eredità. La sua presenza è stata tra quelle decisive per costituire ITANPUD come associazione di promozione sociale. Ha fatto parte di quell’attivismo “storico” ( ovvero che ha le sue radici negli anni ’90) che è stato determinante nella costituzione di ITANPUD come associazione di promozione sociale costituita da persone che vivono o hanno vissuto il fenomeno del consumo di sostanze . Massimo era già presidente della Lila, chiarì subito che il suo ruolo in ITANPUD poteva essere solo di socio senza alcun ruolo amministrativo, Massimo però ha sempre risposto ad ogni richiesta di consiglio, indicazione, parere anche “tecnico”: la sua grande competenza maturata nella Lila di cui era presidente, è stata di strema importanza per gettare le basi e per far crescere ITANPUD. Personalmente ho molti ricordi, telefonate lunghissime, dove succedeva anche di sfogare frustrazione o rabbia per delle dinamiche sia interne che esterne dell’associazione. Massimo sapeva sdrammatizzare e portare un sorriso anche mentre faceva una rivendicazione dura e decisa. Era un riferimento soprattutto quando si aveva necessità di essere ascoltati, di sentire la sua pacatezza anche di fronte a situazioni dove sentiva un forte coinvolgimento. Per chi di noi era poco esperto nello stare in alcuni contesti, Massimo era uno straordinario punto di riferimento perché sapeva gestire la parte più emotiva con quella, viene da dire, “diplomatica”. Il suo impegno per le tematiche legate all’HIV è stato sempre riconosciuto e anche per noi in ITANPUD era una “risorsa interna”. Credeva in ITANPUD ma era anche ben consapevole del percorso impegnativo che ci aspettava, percorso che lui ha contribuito a fare avendo ben presente di quanto fosse importante la capacità di accogliersi, di non farsi coinvolgere più del dovuto dalla rabbia per le ingiustizie e l’oppressione con cui ogni attivista si trova a dover fare i conti. La dignità delle nostre lotte, la dignità da saper difendere e mantenere ad ogni livello, nei dibattiti in strada cosi come nei tavoli tecnici istituzionali: anche questo fa parte della grande eredità che ci ha lasciato. L’unico modo che abbiamo per tenere vivo il suo ricordo e per affrontare il dolore della sua perdita e portarlo con noi nel quotidiano impegno che mettiamo nel perseguire la nostra mission. Mission che Massimo ha contribuito a scrivere al momento della nostra costituzione legale, e a trasformare in impegno di ogni giorno.

Le socie e i soci ITANPUD APS

Cecco Bellosi

Un amico, un compagno, un interista. Cosa volete di più? Come quando ci siamo rotolati nell' erba vicino al Chiringuito a San Siro, dopo un derby,  abbracciati l'uno all'altro. Ancora un abbraccio. 

Cecco

ViiV Healthcare

Siamo vicini a tutta l’associazione e alla famiglia

Vittorio Agnoletto

Cara Patrizia, car* tutt* della Lila,
ho saputo da Laura che Massimo ci ha lasciato e mi spiace moltissimo. Non ci sentivamo da tanto, le nostre strade si erano separate ma il tempo non cancella i ricordi ancora vivi: dal primissimo incontro, ormai trent’anni fa, quando lui arrivò alla Lila e certamente allora non pensava di fermarsi per tutta la vita, fino al buon lavoro fatto insieme, per lungo tempo, alla Lila a Milano.
Ricordo bene il suo coraggio a sfidare stereotipi e discriminazioni quando con Rino fu uno dei primi a rendere pubblica la sua condizione -non fu facile- o quando organizzammo le iniziative contro le aziende farmaceutiche.
Che la terra gli sia lieve.
Un abbraccio, Vittorio

(Presidente LILA Nazionale 1992-2001)

Maria Stagnitta, CNCA

La tua perdita, Massimo, mi ha lasciato un’infinita tristezza.
Sei stato un attivista instancabile: fin dai primi anni Novanta ti sei battuto con determinazione per difendere i diritti delle persone con Hiv e garantirne l’accesso alle cure. Noi ci siamo conosciuti in quegli anni.
Il tuo attivismo, vissuto con coraggio e senza compromessi, rimane un esempio d’integrità e forza. Hai lasciato un segno indelebile nelle nostre lotte: contro lo stigma, per il diritto alla salute delle persone con HIV.
Mi tornano alla mente tanti ricordi dei momenti vissuti insieme: i viaggi a Roma per partecipare alla Consulta ministeriale, i pranzi consumati in fretta al self-service, la sigaretta fumata insieme prima dell’inizio dei lavori pomeridiani… in un continuo confronto e scambio di idee, opinioni e punti di vista. Ogni occasione era preziosa per approfondire temi che ci stavano a cuore, accomunati dallo stesso sentimento di indignazione verso le ingiustizie e le diseguaglianze che alimentavano il nostro desiderio di cambiare le cose. Non sempre siamo stati d’accordo sulle strategie da adottare o sulle alleanze da stringere, e queste differenze a volte generavano accesi confronti che stemperavamo con l’ultima sigaretta fumata insieme. La tua intransigenza, che a volte mi faceva arrabbiare, era sempre bilanciata dalla tua gentilezza.
Mancherai profondamente a me e a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti e di condividere con te un pezzo di strada.
Grazie, Massimo, per tutto quello che sei stato e per tutto quello che ci hai lasciato.
Riposa in pace.

Maria Stagnitta, referente Hiv/Aids del CNCA

CNCA, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti

E’ morto nella notte tra il 20 e il 21 gennaio Massimo Oldrini, ex presidente della Lila che ha avuto un ruolo importante in tante iniziative in favore delle persone con Hiv-Aids.

Il CNCA esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di una persona che ha conosciuto l’Hiv/Aids sulla propria pelle, impegnandosi non solo contro la diffusione del virus, ma anche contro lo stigma che subiscono le persone sieropositive e malate.

Un impegno che ha svolto non solo nella Lila, ma anche come componente prima e coordinatore poi della Consulta delle Associazioni per la lotta contro l’AIDS e componente della Commissione Nazionale Aids del ministero della Salute.

LILA Como

Ci sono addii che il cuore non pronuncerà mai e dolori infiniti che silenziosamente sempre ci accompagnano; custoditi gelosamente nell'anima e ben nascosti agli occhi della gente, dentro ci fanno un rumore assordante. Un assenza continua che ci urla con disperazione, il nome di Chi non c'è più e che mai più ritornerà…

Marco Lorenzin e Manuela Serrentino

Ciao Massimo, ti ricordiamo con il sorriso e il ciuffo ribelle, la tua determinazione e la consapevolezza di chi sapeva che la difesa dei propri diritti è  un fatto politico e non personale. Sei sempre stato un "resistente", anche nei confronti della malattia. Il tuo sguardo dolce sarà  sempre nel nostro cuore. 

Arcigay

Con grande tristezza apprendiamo della scomparsa dli Massimo Oldrini, attivista storico della LILA, per anni presidente di LILA Milano, poi dell'associazione nazionale. Massimo, negli anni Novanta, fu tra i primi in Italia a rendere pubblica la propria condizione di persona con HIV, e da allora senza sosta si è speso per la lotta alla pandemia e per contrastare lo stigma con cui la società colpiva – e ancora colpisce – le persone come lui. A Massimo e a tutte le persone che hanno attraversato quegli anni e quelle battaglie, dobbiamo tantissimo: abbiamo tutti* un debito di gratitudine enorme verso quella generazione di attivist*. E oggi vogliamo dire fortissimo quel grazie, perché questa circostanza non sia solo un addio, ma un momento di celebrazione. E perché la storia di Massimo diventi un racconto in grado di illuminare le generazioni che verranno. Con tanto affetto, mandiamo il nostro abbraccio alla famiglia di Massimo, alla presidente di LILA, Giusi Giupponi, e a tutta l’associazione che oggi piange la perdita di una persona straordinaria.

Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

Gabriele Piazzoni e Ilenia Pennini (Arcigay)

Oggi, con grande dolore, ci ritroviamo a dire addio a Massimo Oldrini, ma soprattutto a un compagno di lotte, di sogni e di speranze per tutti noi, membri della comunità LGBTQIA+ e per chiunque abbia a cuore la dignità e i diritti di ogni essere umano.
Massimo è stato una figura emblematica e insostituibile, non solo nella battaglia contro l’HIV e l’AIDS, ma in tutte le sfide che ci hanno visto uniti nella difesa della libertà e dell’uguaglianza. La sua vita è stata un esempio di impegno costante, una vita che ha scelto di mettersi al servizio degli altri, con dedizione e passione, senza mai fare un passo indietro.
Massimo ha portato avanti con coraggio una battaglia che non era solo contro un’infezione, ma contro lo stigma, la paura e l’ignoranza che spesso hanno accompagnato l’HIV/AIDS. Ha lavorato instancabilmente per sensibilizzare la società, per garantire che ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione, avesse accesso alla prevenzione, alle cure, alla protezione e al supporto. Ma Massimo non si è limitato a combattere per la salute. Ha combattuto per i diritti di tutte le persone, per un mondo che fosse davvero inclusivo, senza barriere, dove l’amore e il rispetto fossero il fondamento di ogni relazione umana.
La sua leadership non è stata mai arrogante o impositiva, ma sempre fondata sulla volontà di ascoltare, di capire, di costruire insieme. E le innumerevoli e continue collaborazioni fra Arcigay e la LILA ne sono la pratica testimonianza. Massimo era un uomo che credeva profondamente nel valore della comunità, un uomo che sapeva che solo uniti avremmo potuto superare le difficoltà e realizzare il nostro sogno di uguaglianza e libertà.
Massimo ha anche saputo trasformare il dolore e la sofferenza in uno strumento di cambiamento. Non ha mai accettato passivamente l’indifferenza, né ha mai tollerato le discriminazioni, che fossero legate alla sessualità, alla salute o a qualsiasi altra forma di diversità. Ha combattuto con una forza che non è mai venuta meno, nemmeno nei momenti più difficili, e ci ha insegnato a fare lo stesso.
L’impatto che Massimo ha avuto sulle nostre vite e sulle nostre battaglie è incalcolabile. Oggi, quando sentiamo il peso della sua mancanza, siamo consapevoli che il suo spirito continua a vivere in ognuno di noi, nelle cause che ha sostenuto, nelle lotte che ha affrontato e nelle conquiste che ci ha permesso di raggiungere. La sua memoria sarà il nostro faro, la sua visione il nostro orizzonte.
Massimo, ci mancherai tanto. Ma siamo certi che la tua passione, la tua tenacia e il tuo amore per gli altri continueranno a guidarci. La tua eredità, fatta di amore e di giustizia, di impegno per la salute e per i diritti, non morirà mai. La tua forza vive nei nostri cuori, e continueremo la tua battaglia, sempre con la stessa dignità, lo stesso coraggio, lo stesso spirito.
Con gratitudine, amore e rispetto, ti salutiamo, Massimo. Addio, compagno e amico, e grazie per tutto ciò che ci hai dato.

Gabriele Piazzoni, Segretario generale Arcigay
Ilenia Pennini, Responsabile Salute Arcigay

Francesco Mazzotta

... Mi dispiace moltissimo: Massimo l'ho conosciuto direttamente in varie circostanze di lavoro e istituzionali, estremamente corretto e veramente molto competente per la sua preparazione. Mi associo al dolore dei parenti e di chi l’ha conosciuto con altrettanto tristezza

Dr Francesco Mazzotta, già primario malattie infettive, Firenze

Felice Alfonso Nava

CIAO MASSIMO. Con il cuore gonfio di dolore saluto per sempre un amico che mi ha insegnato il significato del rispetto, della dignità e dei diritti delle persone affette da Hiv/Aids. Massimo, te ne sei andato con un sorriso, lo stesso sorriso di quando ci siamo conosciuti per la prima volta. Tu mi dicevi che eravamo diversi: certo, Tu eri il migliore. Diversi ma da subito vicini, Tu mi hai fatto capire cosa fosse la paura che circondava le persone soprattutto nei primi anni dell’epidemia, quando non esistevano ancora le terapie; io quella paura l’ho solo intuita. Diversi abbiamo lavorato insieme: Tu eri capace di rappresentare il cambiamento, io in confronto solo un dilettante che il cambiamento l’inseguo. Diversi abbiamo raggiunto dei risultati ma i meriti erano sempre i tuoi: perchè Tu eri la Tua storia e quella di tanti altri, io solo quello che avevo studiato. Diversi abbiamo percorso insieme tante strade sempre diverse e tutte in salita: Tu volavi, io camminavo. Diversi Tu avevi un coraggio e una passione incredibile che ho visto solo in poche persone come Guido: Tu sei riuscito a fare, io non lo so. Mi mancherai. Massimo Oldrini contagiato dall’Hiv a metà degli anni Ottanta, è stato Presidente nazionale della LILA – Lega Italiana per la Lotta all’Aids. E’ stato uno dei massimi esperti sulla riduzione del danno e ha collaborato col Ministero della Salute, come coordinatore della Consulta delle Associazioni per la lotta contro l'AIDS e componente della Commissione Nazionale AIDS.

Felice Alfonso Nava, Direttore Servizi Socio sanitari- SERD Padova

Elisabetta Teti

Esprimo le mie più sentite condoglianze per la perdita di Massimo, una persona a me molto cara.
Un saluto affettuoso

Elisabetta Teti
UOC Malattie Infettive - Policlinico Tor Vergata - Roma

Caritas Italiana

A nome mio personale, del Presidente e di tutti gli operatori di Caritas Italiana esprimo la mia vicinanza alla Fondazione LILA per la dipartita del caro Massimo Oldrini.
Con Massimo abbiamo condiviso un importante tratto di strada, apprezzando profondamente il suo impegno, la sua passione e il suo carisma. In lui abbiamo sempre riconosciuto quei valori di attenzione alla persona, cura e difesa dei diritti che sono anche alla base del nostro operato quotidiano. In una così triste circostanza, vi giunga l’espressione del nostro cordoglio.
Cordialmente,
Don Marco Pagniello, Segreteria Caritas Italiana

Nadir Onlus

La notte scorsa Massimo è mancato, ma ci ha lasciato un patrimonio di insegnamenti, umanità, equità, amore per la giustizia, difesa dei deboli.
Tocca a noi, ora, lanciare il cuore oltre l’ostacolo e correre, dopo aver aver condiviso tante storiche battaglie per i diritti dell’essere umano fin dal 1996 quando iniziò apertamente a dichiarare la propria positività e a manifestare contro l’emarginazione, per accelerare l’accesso alle terapie per l’HIV.
Ha lavorato a lungo per LILA diventandone presidente nel 2008 e nel 2009 fu votato all’unanimità coordinatore della Consulta Nazionale AIDS. Ha collaborato anche alla stesura della PdL 1972 a firma D’Attis e, sofferente, ha iniziato un progetto di telemedicina per orientare all'uso della PrEP.
I membri di Nadir e gli amici che hanno partecipato alle Giornate di formazione lo ricordano con affetto e ne apprezzano il patrimonio umano indimenticabile.

Lisetta

Carissimo Massi, o come ti chiamavo io GURU, ti ringrazio per avermi accolta più di 20 anni fa con un sorriso dolce quando ho avuto bisogno di un aiuto, con la tua serenità ed incoraggiamento hai cambiato la mie prospettive e mi hai resa coraggiosa e consapevole che avere l'hiv non era poi la fine del mondo... mi mancherai tantissimo... ciao occhi blu... e forza inter... 

Mariagrazia Di Benedetto

Ciao Massi,
Non riesco ad essere a Roma per salutarti ma non potevo non condividere i ricordi con te e che serbo caramente, come quello del primo giorno che ci siamo conosciuti in quella che è stata la mia prima delle tante formazioni Lila a Lamezia e poter trovare in un sorriso accoglienza e una immediata affinità emotiva chiacchierando e passandoci una sigaretta dopo cena.
Ricordo le telefonate tra noi e che iniziavano sempre con il tuo "come va, MG?" e non lo dicevi per semplice educazione ma era interesse sincero. Perché Massi era così.
Mi chiedevi di mia figlia, dei suoi studi, della malattia che aveva iniziato a far vacillare i ricordi di mio padre e ci trovavamo così a parlare per lunghissimi minuti anche quando chiamavi solo per dirmi che aspettavi una qualche risposta a una mail. Perché Massi era così.
Ma ricordo anche quando a volte si discuteva animatamente  durante le nostre  riunione di coordinamento in Lila e capitava che si alzassero i toni ma che alla fine si chiudeva sempre con il tuo: "scusa MG non ce l'ho con te". Perché Massi era così.
E lo so, Massimo è stato un grande attivista e in Italia le persone con HIV dobbiamo essergli grati, a lui e a tutte e tutti quelli che, come lui, si sono impegnati quotidianamente contro HIV e stigma anche per quelli che, per un motivo o per l'altro, non hanno potuto farlo,
lo so, ma io oggi piango l'amico, l'uomo e la persona gentile che era e stringo in un abbraccio te, Patra, Mirta, figlia adorata, e tutti coloro che lo hanno amato e che sono stati da lui molto amati.
Ciao Massimo, ci mancherai.

Mariagrazia 

ASA

Ieri ci ha lasciati Massimo Oldrini, uno dei più importanti attivisti nella lotta contro l’Hiv e la discriminazione, e grande amico.
Abbiamo lottato insieme in tante battaglie, fin dagli anni ‘80/’90, per abbattere lo stigma che circondava le persone con Hiv e per riaffermarne i diritti.
Il suo lavoro è stato fondamentale per portare la lotta all’interno delle istituzioni, e gliene siamo profondamente grati.
Ci mancherà, e tanto.

Alessandro Augelli

Con grande dispiacere abbiamo appreso della morte di Massimo, in molte occasioni abbiamo avuto modo di confrontarci e realizzare attività insieme, il suo sguardo e la sua ironia ci accompagneranno, crediamo che ricordarlo sia un modo per tenere viva la sua presenza.
Perdiamo tutti un compagno di strada con cui abbiamo condiviso la necessità di informare, educare per combattere lo stigma e l'ignoranza su Hiv, sostanze, sessualità spesso in direzione contraria ad un contesto che tende invece a colpevolizzare, minimizzare, escludere, siamo certi che Lila andrà avanti su questa strada. Esprimiamo vicinanza a Lila e alla sua famiglia un abbraccio dalla cooperativa Il Calabrone

Coop sociale il Calabrone ETS

Giuseppe Garbellano

Ho conosciuto Massimo nell’espletamento delle attività professionali rivolte all’associazione LILA. Ho apprezzato la competenza, l’ardore e l’attaccamento ai principi ispiratori che erano i suoi principi cardine. Le sono comossamente vicino in questo ferale momento porgendole le mie più sentite condoglianze.

Dott. Giuseppe Garbellano

Sono stati e sono con noi nel ricordo di Massimo anche:

Anna Caraglia (dirigente medico del Ministero della Sanità)

Tutti gli amici e le amiche della sezione M del CTS HIV/AIDS DEL Ministero della Salute: il Presidente Massimo Farinella (Mario Mieli), la vicepresidente Laura Rancilio (Caritas), Paolo Meli (CICA e Presidente ICAR 2025)

Stefano Vella (infettivologo, Università Cattolica Sacro Cuore)

Enrico Girardi (Direttore Scientifico dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS)

Giuseppe Bortone (CGIL Nazionale)

Antonella Cingolani (Università Cattolica, Roma)

Andrea Antinori (Direttore Dip. Clinico Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani” IRCCS)

Pierluca Piselli (UOC Epidemiologia Clinica INMI "L. Spallanzani" IRCCS)

Elisabetta Gennaro (UOC Epidemiologia Clinica INMI "L. Spallanzani" IRCCS)

Gabriella De Carli (Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "L.Spallanzani"-IRCCS )

Simone Marco Tullio (Communication & Policy Lead ViiV Healthcare)

Michele Breveglieri (Arcigay)

Leonardo Fiorentini (Forum Droghe)

Antonella Camposeregna (CNCA)

Luca Butini (Anlaids)

Serenella Ragni (Better Togheter)

Adriano Lazzarin (San Raffaele, Milano)

NPS Italia Onlus

Milano Checkpoint

Norberto Ceserani (Medico, volontario LILA)

gli amici e le amiche de: "Il brutto anatroccolo", Milano

tutti i familiari, gli amici e le amiche di Massimo, Patrizia e Mirta.