Trascorse poche settimane dal 1° dicembre 2021, giornata di lotta globale contro HIV/AIDS, a quarant’anni dalla comparsa del virus, è bene ricordare che, se nei paesi più industrializzati dell’Occidente, il trattamento con farmaci antiretrovirali garantisce oggi alle persone con HIV aspettative e qualità di vita che sono paragonabili con quelle del resto delle persone, questo non è vero per tutto il resto del mondo.
Ancora un colpevole rinvio sulla sospensione dei diritti farmaceutici che gravano sui vaccini e su tutti i kit anti-Covid. La riunione interministeriale e il Consiglio Generale del WTO che dovevano riunirsi a Ginevra tra il 30 e il 3 dicembre, per deliberare sulla moratoria, sono state rinviate a data da destinarsi, sulla scia dell’allarme suscitato dalla variante Omicron. Almeno, questa è la giustificazione ufficiale.
La Giornata mondiale contro l'AIDS del primo dicembre 2021 si inscrive in uno scenario denso di incognite. Lo afferma chiaramente UNAIDS, il programma ONU per la risposta all’HIV, che, per questo World AIDS Day (WAD), rilancia lo slogan: “End inequalities, End AIDS, End pandemics”, , per porre fine all’AIDS e alle altre pandemie occorre porre fine alle disuguaglianze. “Senza un'azione coraggiosa–avverte UNAIDS- il mondo rischia di non raggiungere gli obiettivi per porre fine all'AIDS entro il 2030 e di perdere la scommessa contro una prolungata pandemia di COVID-19, rischiando di avvitarsi in una spirale di crisi sociale ed economica”.

Nell’agenda politica, a quarant’anni dalle prime diagnosi di AIDS, si va imponendo il tema di una riforma della legge 135/90 sulla risposta all’HIV/AIDS. La 135 è stata una buona legge, che ha preservato il diritto alla salute e la dignità delle persone con HIV/AIDS e che ha permesso di raggiungere un elevato livello nella qualità delle cure. Rispetto al 1990, tuttavia, il panorama è profondamente cambiato ed è giusto, dunque, affrontare il tema di un adeguamento legislativo alle nuove esigenze e alle nuove evidenze scientifiche.
Si è svolta a Riccione la tredicesima edizione di ICAR, Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, il principale appuntamento annuale italiano sull’HIV/AIDS, occasione di confronto e di bilancio tra comunità medica, scientifica e community.
All’insegna dell’arte, gli Ombrelli rossi, simbolo della lotta per i diritti civili delle persone prostitute tornano a Venezia con la mostra curata da Agnese Reginaldo, esperta ricercatrice dell’intersezione tra arte e scienze sociali. Titolo dell’evento, che si tiene dal 24 al 30 Ottobre a Casa Punto Croce è: “Umbəlla, vent’anni di attivismo sotto gli ombrelli rossi”.
Sarà un autunno decisivo per la campagna europea “Diritto alla cura – nessun profitto sulla pandemia”, cui aderisce una vastissima rete di organizzazioni italiane, ben 110 tra associazioni, realtà sindacali, politiche, religiose e, tra queste, la LILA.
La vicenda del religioso arrestato a Prato per droga e truffa, porta alla ribalta un cliché giudiziario e mediatico stigmatizzante nei confronti delle persone con HIV e delle persone LGBTQ+.
Dal 20 settembre 2021 possibile la vaccinazione con terza dose anche in Italia, indirizzata a specifici target di popolazione che necessitino di sostenere la propria risposta immunitaria al virus SARS CoV2.
Partita dallo scorso 11 settembre la raccolta di firme online per chiedere un referendum che depenalizzi alcune attività legate al consumo della Cannabis e che elimini le sanzioni riferite al consumo personale di questa sostanza. L'iniziativa ha raccolto in tempi record le firme neccesarie, superando ampiamente la soglia delel 500mila adesioni richieste. Tuttavia, i ritardi dei Comuni nel rilascio dei certificati necessari rischiavano di non rendere possibile la presentazione delle firme stesse in Cassazione entro il 30 settembre. Dopo la mobilitazione dei promotori è però arrivata la svolta: il Consiglio dei Ministri, ha approvato in extremis la proroga della scadenza che slitta così al 31 ottobre. I Ministri della Lega si sono astenuti ma l'iniziativa refrendaria potrà ora proseguire il suo iter.
Le oltre 500.000 mila firme raccolte puntano a cambiare una delle leggi più repressive dell’occidente in materia di consumo personale della Cannabis e sostenere la iniziative parlamentari che vanno in questa direzione: per firmare, informarsi e sostenere con un contributo la campagna si può accedere a questo link: https://referendumcannabis.it/
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