Lo scorso gennaio è stato pubblicato su BMJ Journal: “Awareness and associations with health outcomes among people living with HIV in 25 countries”, uno studio internazionale che associa alla consapevolezza del messaggio "U=U, Undetectable=Untrasmittable", una più alta probabilità di successo delle terapie ART e migliori condizioni generali di benessere.
Appena pubblicata la prima ampia dichiarazione scientifica europea sull’impatto del COVID sulle persone con HIV e sui vaccini per le PLWHIV (People Living With HIV). A curarla EACS, European AIDS Clinical Society, la principale associazione scientifica del continente per la ricerca, il trattamento e la prevenzione dell’HIV/AIDS e un gruppo di società scientifiche di vari paesi europei: BHIVA, DAIG, GESIDA, Polish Scientific AIDS Society e APECS, Ass. portoghese per lo studio clinico dell’AIDS.
Un convegno nazionale ha fatto il punto, per la prima volta in Italia, sulle connessioni HIV/COVID dal punto di vista, sociale, relazione e sanitario. A confronto medici, studiosi e community. La Pandemia, hanno evidenziato gli interventi, ha avuto, inevitabilmente, dei risvolti critici sui percorsi di cura e assistenza all’HIV ma soprattutto su diagnosi e prevenzione. Anche in Italia segnalato un grave tracollo dei test per la diagnosi dell’HIV.
Nell’Unione Europea si è aperta l’era del vaccino contro il COVID-19, una delle pandemie più pervasive e dannose che la storia ricordi, in grado di sconvolgere la nostra vita sociale, economica, relazionale, prodotta da un virus sconosciuto fino a un anno fa: il SARS-CoV -2.
Grazie agli enormi vantaggi apportati dalle terapie Antiretrovirali e ai progressi della medicina, la popolazione con HIV, in gran parte dei paesi a welfare avanzato, può oggi avere delle prospettive di vita simili a quelle della popolazione generale. Alle persone con HIV si presentano così, in tutte le sfere e le fasi della vita, opportunità prima precluse ma anche nuove esigenze: dalla sessualità, alla procreazione, all’affettività, all’invecchiamento.
La Pandemia da COVID-19 sta facendo deragliare la risposta globale all’HIV e ha aggravato il mancato raggiungimento dei target ONU 2020, necessari a sconfiggere l’AIDS entro la fine del prossimo decennio, obiettivo fissato dall’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile. Lo ha detto chiaramente UNAIDS in occasione del World AIDS Day 2020 invitando i paesi membri ad una rapida correzione di rotta.
Le associazioni che sostengono Milano Check Point, CIG Arcigay Milano, ASA Milano, Anlaids sezione Lombarda, Lila Milano Onlus e NPS Italia Onlus, manifestano il prossimo 12 dicembre, alle ore 15, sotto Palazzo Lombardia per protestare contro la decisione dell’Assessore alla Sanità Giulio Gallera di non sostenere questo fondamentale presidio di salute pubblica con appositi fondi. Le attività di Milano Check Point sono infatti al momento completamente autofinanziate dalle ONG che ne fanno parte e svolte da volontari e volontarie.
Questa giornata mondiale di lotta all’AIDS cade in un momento particolarmente difficile, segnato, in tutto il mondo, dal disastro COVID. Milioni di persone ne sono state, purtroppo, colpite, tante non ce l’hanno fatta, si attendono vaccini e cure efficaci. Intanto la pandemia ha sconvolto i sistemi sanitari di tanti paesi mostrandone lacune e inefficienze, ha acuito il disagio delle persone più fragili e colpito in modo disuguale gruppi sociali e popolazioni aumentando ingiustizie ed esclusione.
Giunta alla sua ottava edizione, dal 20 al 27 novembre si svolge in tutta Europa la Testing week, una delle mobilitazioni per la salute pubblica più importanti a livello mondiale. La pandemia da Covid, tornata a mettere sotto pressione il Vecchio Continente, ne cambierà modelli operativi e, forse, ne limiterà le possibilità d’azione ma l’urgenza dei contenuti, spinge comunque la rete europea che promuove la ETW a mantenere questo appuntamento cogliendo l’occasione di sperimentare anche nuove modalità d’intervento.
Pubblicato il quarto monitoraggio EATG (European AIDS Treatment Group) sull’impatto che il CoVID-19 ha avuto sulle persone con HIV. Il nuovo virus SARS-COV-2 -si evidenzia- ha creato turbolenze globali sin dalla sua prima comparsa. Le misure di controllo delle infezioni hanno portato alla chiusura di spazi clinici e comunitari per garantire la protezione del personale e degli utenti dei servizi sanitari. I dati raccolti confermano che l'accesso a test, cure e i servizi di supporto per le persone affette da HIV sono stati, in questi mesi, particolarmente difficili influenzando salute e qualità della vita delle persone.
Le community legate alle persone con HIV sono state fortemente penalizzate dagli effetti della pandemia da Covid 19. Lo conferma il terzo monitoraggio rapido effettuato da EATG, European Aids Treatment Group, su HIV e CoVID.
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